L’edizione odierna di Repubblica torna sulla possibile cessione di Salvatore Esposito alla Sampdoria. Il quotidiano si sofferma sulla volontà chiara del ragazzo di lasciare la maglia bianca e quella dei blucerchiati di averlo direttamente in campo a inizio gennaio per la sfida di Avellino. Vi proponiamo il punto dalle pagine della testata genovese.
L’estratto
Alla Spezia sono rassegnati a perdere il centrocampista, si cerca di strappare le migliori condizioni possibili, ma la volontà del giocatore è fondamentale in queste situazioni e il contratto in scadenza nel 2027 non aiuta posizioni rigide. La Sampdoria lo attende subito, lo vuole in campo già ad Avellino, Salvatore vuole cambiare, non esistono squadre di serie A pronte a fare una proposta significativa, come in estate quando si ricorda solo un sondaggio del Besiktas. C’è naturalmente da trovare un accordo, la formula più probabile è prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza e contratto pluriennale per il giocatore.
COTTAFAVA: “ESPOSITO IDEALE PER LA SAMPDORIA, VI SPIEGO”


Se la formula è quella descritta, quindi un prestito oneroso con obbligo di riscatto in caso di salvezza, vuol dire che il signor Esposito ci vede già retrocessi e la Samp salva. Ci sarebbe da ridere se alla fine si verificasse il contrario o, speriamo di no, andasse male a tutt’e. In ogni caso, se non ci sono problemi a noi sconosciuti, avevo un’altra considerazione del giocatore e non è un bell’esempio di serietà professionale.
Tutte le Proprietà degli ultimi anni arrivate allo Spezia nel discorsetto di presentazione si volevano ispirare all’Atalanta, bene applicate
la prima regola che tutti i calciatori tesserati sono di proprietà e il prezzo lo stabilisce la società e i procuratori lassù contano zero, anche questa è una lezione, non esiste che lui vuole andare e se vuole andare porti i quattrini
richiesti almeno 4 milioni, il contratto è ancora
lungo e di giri di campo ne dovrà fare tanti e
per più anni, basta trucchetti di ammonizioni
e infortuni vari, fuori gli attributi e basta con
questo teatrino.
Serietà professionale e Salvatore Esposito sono un ossimoro