Se l’obiettivo era quello di fare in fretta lo Spezia si è sicuramente mosso al meglio. Donadoni aveva chiesto anche in maniera chiara che la società gli regalasse subito almeno due-tre elementi, che in futuro sarebbero diventati di più: e così a Bolzano ci saranno in distinta intanto Radunovic, Adamo e Sernicola, in attesa di altri colpi. Con questi innesti, il club ha sicuramente sistemato almeno due delle tre priorità attese: le fasce laterali e la porta. Due ruoli impellenti per motivi diversi, visto l’infortunio di Sarr e la necessità di andare a sostituire un Candela poco performante oltre alle carenze mostrate. Nella batteria degli esterni, ad oggi, figurerebbero: Aurelio, Vignali, Sernicola e Adamo, con due innesti che servivano.
Ora manca la terza, altrettanto importante: trovare in fretta il sostituto di Esposito in cabina di regia. Lo Spezia sta lavorando su più tavoli, ma intanto a Bolzano dovranno adattarsi Cassata o Nagy oppure si darà fiducia alla giovinezza di Comotto. Ad oggi, l’ex Milan è l’unico davvero di ruolo, con tutte le incognite del caso.
La suggestione Nzola
In questi giorni è tornata prepotente una voce, che vorrebbe il ritorno di Nzola in maglia bianca. Al di là delle preferenze personali, la questione – secondo quanto raccolto dalla nostra redazione – è molto frastagliata e densa di pro e contro a una possibile trattativa. I lati positivi: l’attaccante accetterebbe alla grande un ritorno in una squadra che l’ha consacrato e in un ambiente che conosce. Non dimentichiamoci che l’ex aquilotto era al Picco per la finale play-off contro la Cremonese e già si immaginava in A con la maglia bianca. Allora, però, le cose sono andate in altra maniera. Allo stesso tempo sono ottimi i rapporti di mercato sia con la Fiorentina che con il Pisa (molti gli affari in questi anni con entrambe).
Di contro, il lato economico (e non è certo poco): lo Spezia non può permettersi spese folli né tantomeno voli, specialmente allo stato attuale. Tradotto: Nzola di nuovo nel Golfo è possibile solo e soltanto se la Fiorentina contribuisce in modo davvero importante all’ingaggio. L’altro tema, però secondario, è quello dell’abbondanza in attacco, perché l’angolano ad oggi sarebbe la sesta punta in rosa, addirittura settima se si dovesse concretizzare la trattativa per Pedro Mendes. Di fatto, però, almeno per lo Spezia sarebbe un falso problema: per caratteristiche fisiche, capacità e lignaggio il calciatore sarebbe un assoluto unicum per la categoria e un netto valore aggiunto. In poche parole: “prima se possiamo lo prendiamo, alle cessioni eventuali penseremo dopo” è il pensiero chiaro.
Il “problema” difesa
Chiudiamo con il capitolo sulla retroguardia. Nei pensieri della dirigenza, il reparto arretrato è l’ultima delle priorità dell’inverno. Vero, è uscito Cistana direzione Bari (con tanto di presentazione ai media) ma c’è un motivo se non abbiamo citato Beruatto nel novero degli esterni: Donadoni ha tutte le intenzioni di riproporlo da braccetto difensivo come già fatto in queste ultime partite, avendone apprezzato il rendimento e la crescita in quel ruolo. Di conseguenza, al netto dei già presenti Wisniewski, Hristov, Mateju e Jack (con Onofri in uscita) l’ex Pisa sarebbe la quinta opzione coprendo il reparto sia in caso di difesa a tre che di modulo a quattro. Allo stesso tempo, quindi, anche la possibile strada verso Odenthal o un altro difensore si potrà prendere in considerazione eventualmente più avanti. E, probabilmente, se alla fine non dovesse arrivare nessuno nei piani di Gazzoli e Melissano non sarebbe un dramma.


Nzola in questo momento è un ex calciatore, il peggiore in assoluto di tutta la serie A. Molto lontano dall’idea di un professionista. Ma quelli che scrivono queste cose non seguono il calcio?