24 Gennaio 2026 - 22:06

Donadoni: “Ho elogiato i ragazzi, si può migliorare. Serve malizia”

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Nel post-gara di Spezia-Avellino, l’allenatore aquilotto Roberto Donadoni ha parlato in conferenza stampa. Ecco le considerazioni del tecnico dei bianchi.

Le parole di Donadoni

Sulla prestazione: “Ho detto bravi ai ragazzi dal punto di vista dell’atteggiamento del cuore e della voglia di vincere. Bandinelli ha accusato lo stesso problema, peccato. Pensavamo che l’avesse superato invece no, sono dispiaciuto per lui perché ci tiene tanto e dà una mano, diventa difficile da deglutire. Mateju aveva un po’ di fastidio al bicipite ma ha continuato e speravo di farlo tirare fino al primo tempo. Alla fine è stato meglio così. Due cambi subito hanno condizionato un po’, ho dovuto fare un’altra sostituzione all’intervallo per evitare di perdere slot. Chi è entrato ha fatto bene, Romano e Comotto hanno fatto ottime cose. Il risultato era fondamentale in questo momento”. 

Su cosa gli è piaciuto: “Ho elogiato i ragazzi perché hanno combattuto contro una squadra di qualità. Dobbiamo migliorare di più nel gestire la palla, il campo era difficile e la fatica si sentiva. Dovevamo essere più bravi, avevamo la possibilità di gestire meglio alcune situazioni e potevamo fare meglio. Con un po’ di malizia in più si poteva fare meglio, invece spesso facciamo cose scontate e l’avversario le legge facilmente. La classifica non aiuta dal punto di vita mentale, ma per venire fuori serve questo salto e migliorare”.

Su cosa migliorare: “Dobbiamo essere più bravi a gestire queste situazioni, l’Avellino ha gettato il cuore oltre l’ostacolo lasciando spazi. Manca sempre quel pizzico di convinzione e lucidità nel gestire l’ultimo passaggio. Quando si arriva lì si è sempre al limite e si controlla male il pallone o non si riesce a tirare in porta. Serve maggior cinismo”.

Su Wiśniewski e Nagy: “Non sono entrati perché il polacco aveva un problema al ginocchio e si è allenato a singhiozzo. Non c’entra il mercato, oggi l’utilizzo non è legato a quello”. 

Su Di Serio in panchina: “Non ho messo un altro attaccante al posto di Soleri perché ho pensato che Verde potesse spezzare il gioco e l’intraprendenza avversaria e lui ha cercato di farlo”.

Sullo spirito battagliero: “Il pubblico contagia. Ci spinge ad andare forte, io non mi esalto per ora. C’è solo da rimboccarsi le maniche, far fatica e sudare, guadagnando punti durante la settimana. Per i festeggiamenti ci sarà tempo”.

Sul centrocampo: “Gran parte della partita l’abbiamo giocata con giovani che devono crescere e capire cosa vuol dire soffrire e far fatica in gare come questa. C’era molto da battagliare, lasciando poco spazio alle cose belle: bisogna essere capaci di capire quando bisogna usare il fioretto e la clava e questa era una gara in cui servivano i combattenti. Se poi c’è anche la lucidità è un ulteriore passaggio da fare”.

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