Il tecnico dello Spezia Roberto Donadoni, in una lunga intervista al Corriere della Sera, ha parlato dei suoi trascorsi al Milan e della figura di Silvio Berlusconi che fu per lui fondamentale. L’attuale allenatore delle Aquile, confermato, è un grande ex rossonero e ha vinto praticamente tutto in quegli anni. 40 anni fa l’imprenditore sbarcava nel mondo del calcio: “È stato la chiave di tutto – racconta Donadoni, che fu il primo acquisto – e per me era l’occasione di andare in un club che tifavo fin da piccolo. Curava ogni dettaglio e dava un grande esempio“. Ai tempi tutti i giovani migliori dell’Atalanta sceglievano la Juventus, ma per il futuro CT le cose andarono diversamente, anche per ragioni di cuore.
Berlusconi o niente
E poi quella frase emblematica “Donadoni accende la luce a San Siro“, che non si dimentica: “Mi ha riempito di orgoglio e responsabilità, ho voluto ripagare tutto questo. Mi chiese se anche io lo considerassi Re Mida e io non risposi, imbarazzato. Capì e disse che semplicemente non intendeva lasciare niente di intentato“. Quindi l’allenatore racconta il buon rapporto del presidente con tutti rimasto anche dopo la fine della carriera, fino all’ultimo contatto prima della scomparsa: “Era tornato dal San Raffaele e volevo sapere come stesse. Disse di aver avuto molto piacere nel sentirmi e ha voluto sapere come stessi, dimostrandosi molto altruista“.

