L’allenatore dello Spezia Roberto Donadoni ha presentato in conferenza stampa la partita contro il Modena, anticipo della trentesima giornata di B. Il tecnico è ripartito dalla splendida vittoria in rimonta con il Monza, analizzando lo stato di forma della squadra e focalizzandosi su un impegno cruciale nel rush finale del torneo. Ecco le sue riflessioni.
Le parole di Donadoni
Sugli indisponibili: “Giochiamo domani, poi ancora martedì e quindi in questo senso dovremo gestire le energie. Rispetto alla scorsa partita siamo gli stessi. Abbiamo Valoti recuperato, Bandinelli recuperato, seppure siano giocatori che hanno bisogno di tempo e una giusta gestione. Di Serio, Mateju, Vlahovic sono ancora fuori, anche se non manca molto per recuperarli, penso una settimana e saranno di nuovo con la squadra”.
Su Lapadula: “Ha avuto l’ok definitivo ieri e adesso si tratta solo di tornare in campo ed essere ricondizionato visto che non si è ancora allenato in gruppo. Dovrà trovare la condizione. Considereremo anche questo”.
Sui dubbi di formazione: “Ci sarà Ruggero, che torna dalla squalifica. Ho qualche dubbio in termini di ruoli ma quando ho dubbi vuol dire che ho giocatori tra cui scegliere e quindi va bene. Certi giocatori devono avere un lasso di tempo per essere performanti anche con l’Empoli, i miei dubbi sono legati anche a questo”.
Sul Modena: “Vedremo come ci affronterà, abbiamo il riferimento della partita di andata ma hanno cambiato molto. Stamattina ho detto ai ragazzi che è giusto vedere gli avversari, ma bisogna avere la priorità su di noi per fare la nostra prestazione. Se guardiamo i punti in classifica, alla fine ci si rende conto che la differenza la fa come interpreti la gara. Ci possono essere 30 punti di distacco, ma in campo non è così. Bisogna fare una partita di spessore, temperamento e carattere, se aggiungi qualità il gap si annulla. Abbiamo visto la Champions o la Serie A, se si affronta un avversario con determinazione giusta spesso porti a casa il risultato”.
Su cosa mettere in campo: “Dobbiamo lavorare su noi stessi, sui nostri concetti e su cosa fare. L’avversario può condizionarti, ma i nostri principi devono essere sempre gli stessi. L’intensità fa la differenza: se una squadra con un tasso tecnico superiore ha spazio e tempo non sbaglia. Se gli metti fretta sbagliano anche loro. Ci vuole anche altro ovviamente, qualità tecnica, personalità, il capire determinate situazioni. Ma l’intensità non deve mai mancare”.
Su Bandinelli: “Filippo è un giocatore importante. Mi ha fatto piacere che abbia segnato col Monza e non abbia avuto problemi fisici. È un giocatore di cui conoscete il trascorso degli ultimi mesi, deve trovare continuità e quella convinzione di aver superato gli acciacchi. È un giocatore di personalità, stimola gli altri e li trascina. Per noi è una carta in più, come lo saranno quelli che spero recuperino il prima possibile. Questo rush finale sarà difficile e ci servono tutti”.
Sugli errori difensivi: “Pensiamo troppo individualmente e non di reparto, ma ci stiamo lavorando. È facile dire che è colpa di uno solo, ma dobbiamo chiederci cosa facciamo per evitare l’errore del compagno. Se si lavora bene di reparto, gli errori capitano ma diventano meno evidenti. L’importante è capire la situazione e come muoversi. Se i compagni sono posizionati bene, si rimedia. Lasciare un compagno solo è un errore di tutto il blocco, non solo del singolo”.
Sul pericolo Massolin: “Se siamo aggressivi e facciamo bene blocco, i giocatori con una tecnica superiore come lui hanno vita più complicata. Non dico ai miei giocatori di stare addosso a un avversario, l’importante è stare corti, stretti e aggressivi. E non farlo girare quando è vicino alla porta. Ha qualità, indubbiamente”.
