In seguito alla decisione di vietare la trasferta di Carrara ai tifosi residenti a Spezia e provincia, è arrivata la ferma presa di posizione da parte dell’avvocato Massimo Lombardi, uno degli esponenti di primo piano dell’Orgoglio Spezzino 1988 nonché grande tifoso delle Aquile. Via social ha espresso il suo disappunto (anche a livello giuridico) per la decisione della Prefettura di Massa-Carrara, che vi proponiamo di seguito.
Le parole di Lombardi
IL PROVVEDIMENTO CHE NON CONSENTE AI TIFOSI SPEZZINI DI PARTECIPARE ALLA TRASFERTA DI CARRARA È UN ABOMINIO GIURIDICO
Non esiste una motivazione giuridica reale ed effettiva alla base del divieto, per i tifosi dello Spezia residenti in La Spezia, di acquistare i tagliandi di ingresso per la trasferta di Carrara se non quella di impedire la partecipazione popolare ad evento calcistico sentito, importante per la classifica e connotato da quella rivalità che contribuisce a renderlo speciale. È la resa del Sistema Calcio Italia, è la trasformazione in mero business per gli interessi dei soliti noti, tra lustrini e paillettes, sponsor e pay tv di uno Sport che vedeva il nostro paese esempio assoluto di aggregazione sociale, passione popolare e valoriale… ora la cappa della mannaia repressiva, sinanco preventiva, vuole snaturare il Calcio e soprattutto vuole trasformare le Curve in palchi teatrali e gli spettatori in meri clienti di un prodotto, inebetiti e finti partecipi di una lotteria scialba che ha prodotto stadi sempre più vuoti e tristi.
È una linea nazionale precisa che in questo caso penalizza gli Spezzini senza ragione alcuna, come lo fa con tutte le tifoserie; e’ sufficiente valutare il loro comportamento in questo Campionato ma anche in quello scorso ed agire di conseguenza…. lasciamo da parte le balle galattiche delle scaramucce al mare ed in montagna… siamo seri.. sono 14 anni che non ci incrociamo, parlare di fatti accaduti nel giurassico per giustificare un divieto attuale è mera demagogia, sarebbe degna delle migliori battute satiriche se non emanasse profumo di resa incondizionata, una patente di incapacità preventiva sulla gestione dell’ordine pubblico che non possiamo accettare. E quando non esistono ragioni idonee a giustificare un provvedimento che limita le libertà ed i diritti, si deve parlare di abominio giuridico inaccettabile. Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci alla deriva sterilmente securitaria che ci sta scippando il nostro mondo del Calcio, rivendichiamo la possibilità di esser liberi di partecipare alla partita senza immotivati divieti. Trasferte libere!
TIFOSI ARRABBIATI: “VIETATA LA TRASERTA, MA A COSA SERVE LA TESSERA?”

