Nella sua edizione odierna, Il Secolo XIX torna sul divieto di trasferta deciso dalla Prefettura di Massa-Carrara per il derby Carrarese-Spezia e si esprime piuttosto duramente: “Impedire a una tifoseria di poter seguire la trasferta della propria squadra del cuore, di appena trenta chilometri, a sole sei giornate dalla fine della stagione, in cui c’è in ballo la salvezza in serie B, rappresenta un colpo basso inferto a un’intera città sportiva” si legge.
Un paradosso
Il paradosso, scrive il quotidiano, è che negli anni passati – pur senza tante telecamere o provvedimenti come i Daspo – forze dell’ordine e questura si impegnavano ogni domenica con rischi altissimi, ma nessuna trasferta veniva vietata. Eppure c’erano anche intere stagioni senza incidenti, con piani studiati nei minimi dettagli per evitare incroci fra le tifoserie. La sensazione, invece, è che oggi si preferisca sempre di più imboccare la strada più breve: il blocco delle trasferte come scarico di responsabilità. Una penalizzazione di fatto doppia, visto che la maggior parte dei tifosi spezzini ha sottoscritto la tessera del tifoso adempiendo alle regole. Un’ingiustizia, visto che invece per Sampdoria e Carrarese i viaggi al Picco sono stati concessi pur non avendo in maggioranza la sottoscrizione. Un’ingiustizia fortemente penalizzante, che nemmeno il TAR ha riconosciuto.

