Gianluca Tinfena, collega di Tele Liguria Sud e Radio Sportiva, intervenuto al programma Spazio Spezia sul canale YouTube Malati di Spezia dal 1906. Ecco le sue riflessioni.
Le parole di Tinfena
Sulla classifica: “Trovare l’appiglio per rimanere vivi è giusto farlo, le prossime due saranno decisive perché in casa. Ma al Picco lo Spezia ha deluso, ma bisogna attaccarsi a qualcosa. Servono 6 punti, ma la partita di Carrara lascia pochi segnali di speranza: la squadra è stata surclassata dal punto di vista del gioco e soprattutto ha perso la dignità e la testa. Guardando la classifica e le squadre interessate è difficile trovarne molte messe peggio rispetto allo Spezia, un po’ in tutti gli aspetti. La Reggiana è quella messa peggio, il Pescara ha dimostrato di potersi salvare. Il Bari alterna i risultati, Padova ed Entella sono forse recuperabili”.
Sulla tensione al saluto dei tifosi: “Erano facce preoccupate, D’Angelo lo aveva detto. È tuto in quegli sguardi, di chi pensa a rischiare una figuraccia, di un gruppo di giocatori che sa di aver deluso i tifosi. Si è visto che erano preoccupati. È una squadra che alla prima difficoltà non reagisce, non ha tenuta mentale”.
Sulla partita di Carrara: “Ci sono cicli, ora la Carrarese sta vivendo un momento eccezionale e non rinuncia mai a giocare. Ha un’identità, è nel momento più alto della storia del club dopo oltre 100 anni e ha un allenatore che farà strada. L’ultima giornata giocherà con l’Entella, nella speranza che vinca anche altre partite”.
Sul finale di campionato: “Allo Spezia servono due vittorie subito e sperare che il Venezia alla penultima sia già promosso. Poi a Pescara vediamo, ma tutto passa dalle prossime due”.
Su Radunovic: “Fa parte del contesto generale. Mascardi è giovane e ha fatto il suo, Sarr ha fatto errori gravi. Lo Spezia non è molto fortunata con i portieri. Sul primo gol qualche responsabilità ce l’ha. Le espulsioni? Inaccettabili, i giocatori hanno perso la testa contro uno stadio che li sta sbeffeggiando”.
Sulla rosa: “Lo Spezia ha preso giocatori a gennaio di proprietà: Ruggero e Adamo, ma non hanno reso niente. Prima Donadoni e ora D’Angelo non li ritengono titolari. Il mercato di gennaio è stato sbagliato come quello estivo, poi faremo i processi a fine campionato”.

