L’edizione odierna di Repubblica analizza la prova dello Spezia contro il Mantova, sottolineando le difficoltà della formazione di D’Angelo e una sconfitta che sa quasi di sentenza. E così dopo 11 anni ai vertici del calcio, la città torna nella dimensione provinciale. Vi proponiamo un estratto del pezzo sul quotidiano.
L’estratto
L’ultimo metrò non ferma al Picco e lo Spezia si trova praticamente in serie C dopo il 2-0 a favore del Mantova. Non è un dramma di François Truffaut, ma di una città intera che dopo undici anni ai vertici del calcio, tra A e B, torna alla sua dimensione provinciale, nonostante abbia un presidente newyorkese e un proprietario bostoniano. L’opposto del ligure Volpi che portò i bianconeri dalla D alla massima serie. Il passaggio da Donadoni a D’Angelo non ha prodotto nulla in termini di punti e gioco. Le carenze sono visibili a tutti: attacco sterile, mancanza di un regista, difesa penetrabile. Il mercato di gennaio, che doveva sanare le falle, si è dimostrato del tutto carente. La partenza di Verde verso la Turchia a trattative chiuse in Italia è apparsa il simbolo di una resa. Ieri sera l’amaro epilogo. La squadra ha trovato la quarta sconfitta nelle ultime cinque giornate, mentre il Mantova ha vinto in trasferta dopo tre mesi. Stesso cliché già visto con la Reggiana: ai lombardi sono bastati due tiri per lasciare lo Spezia all’ultimo posto in classifica. Resterebbe un piccolo spiraglio di speranza matematica, se sabato prossimo lo Spezia battesse il Sudtirol dovendo poi andare a fare risultato a Catanzaro.
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