21 Giugno 2026 - 13:30

Esperienza e la storia che parla per lui. Angelozzi riparte dal Golfo

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Non ha grande bisogno di presentazioni Guido Angelozzi, che sarà il nuovo DS dello Spezia, anche perché a Spezia e allo Spezia è ormai come di casa. Questo sarà il terzo mandato in Via Melara, per un dirigente che a 71 anni e dopo una carriera lunghissima ha scelto di scendere di due categorie per provare a far risalire un club apparso in difficoltà dopo la retrocessione. Catanese, dirigente “vecchio stampo”, Angelozzi ha vissuto con profitto tante avventure e praticamente in tutte le serie del calcio italiano. Uomo di gran carattere e spesso tutto d’un pezzo, ha finito forse per raccogliere meno di quanto meritato visto il lavoro fatto in quasi tutte le piazze in cui è stato.

A Sassuolo si ricordano le scelte di Pellegrini, Frattesi, Defrel, poi nell’esperienza al Frosinone più recente ebbe anche sfortuna con la retrocessione finale ma pesca Boloca e Gatti, oltre a Ghedjemis. Infine, nel Cagliari appena lasciato ha saputo credere in Pisacane e portare in prestito un certo Palestra che oggi vale 50 milioni. Un abile direttore, il meglio sulla piazza, figuriamoci per la C.

La Serie A indimenticabile

Allo Spezia è stato una prima volta nel 2014, in Serie B, non riuscendo probabilmente ad avviare il percorso voluto vista anche la compresenza di Miskovic e Bjelica. La sua esperienza dura infatti soltanto una stagione, prima di passare al Sassuolo, ma tornerà successivamente nel 2018 in maglia bianca, contribuendo non poco ad avviare un ciclo che si concluderà con la conquista della Serie A. Rispetto ai tre anni prefissati, lo Spezia raggiunge l’incredibile promozione in A in due nell’agosto del 2020, con un bilancio in attivo (3 milioni) e calciatori che diventeranno punti fermi della storia recente. La vendita di Okereke al Bruges (prima delle successive in A) diventa la più remunerativa della storia con 9 milioni più bonus, la scelta di Italiano alla fine paga. Non riceverà una conferma che sembra meritata, lasciando spazio a Meluso al comando dell’area tecnica. E adesso c’è da scrivere una nuova storia. 

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