Sulle pagine dell’edizione odierna de La Gazzetta Dello Sport troviamo un’intervista a Edoardo Soleri, che ancora non ha dimenticato (e non lo farà mai) l’incredibile partita contro il Cesena. L’attaccante, dopo aver segnato il gol del pareggio, è infatti finito in porta al posto dell’infortunato Sarr, in un finale convulso che ha poi visto il gol vittoria di Bertola. L’ex Palermo ha più volte già raccontato le sue sensazioni, ma alla rosea ha svelato alcuni altri dettagli. La scelta subitanea di indossare maglia verde (ormai diventata un’icona) e guanti, ma anche una paura: “Ma se tirano che succede? A fine partita mio padre Ugo era soprattutto contento per il gol e la vittoria” spiega.
“Aiutino”
Ma qualche aiuto c’è stato: “Accanto, a fondo campo, Massimo Gazzoli, il preparatore dei portieri, mi ha mosso come un joystick. Per fortuna ho dovuto fare solo qualche rinvio. Sono stati 11′ infiniti: eravamo con l’uomo in meno e dentro di me speravo di portare a casa un punto” svela.
Piedi per terra
Soleri, però, non intende volare troppo alto e continua a pensare solo al primo obiettivo: “Giusto essere ambiziosi ma realisti. Raggiunta la salvezza, guarderemo quanto manca alla fine. Lavoriamo con umiltà ed è fondamentale, crediamo in D’Angelo e gli auguriamo la A. Magari con noi” dice. E intanto coltiva la speranza che possa migliorare lo score della passata stagione, quando si fermò dopo il primo gol, complice anche una posizione diversa in campo: “Non giocavo spesso gare intere ed ero più esterno. Allo Spezia sono felice, concentrato e tranquillo, perché ho trovato una società importante e una squadra spinta da grandi tifosi. Nel 2017 ero un ragazzino“. E allora, obiettivo doppia cifra? “Spero nel traguardo collettivo principalmente, cioè che la squadra faccia il miglior campionato possibile“. E se dovesse arrivare la A? “Sono disposto a tagliarmi i capelli, ma non so quanto la mia fidanzata Margherita sarebbe d’accordo“.

