Uno Spezia ferito ma combattente, la gioia di un popolo intero per una vittoria liberatoria, la proprietà statunitense finalmente col sorriso pur da distante. Tre punti che alimentano fiducia e orgoglio in una squadra che ha dimostrato di riuscire a rialzarsi nel momento più complicato, gettando il classico cuore oltre l’ostacolo. Con l’elemento chiave dell’unità di intenti. L’abbraccio unito e forte di tutti, con D’Angelo, è chiaro: il campo ha confermato l’allenatore alla guida della squadra nonostante un’ultima settimana di dubbi e contraddizioni, ribaltando la storia.
Fiducia la parola chiave
Secondo La Nazione, ciò che si è visto ad Avellino è la principale soluzione per uscire dalla difficile situazione: dare completa fiducia al tecnico di Pescara che ha portato in due anni risultati e attaccamento. Indispensabile anche il supporto degli oltre cento tifosi aquilotti giunti in Campania, che hanno capito come i giocatori siano riusciti a riprendere in mano le redini del loro destino giocando “per lo Spezia”. Un segnale dunque importante, cui aggrapparsi e da cui ripartire. Sarà una rinascita comunque difficoltosa, ma serve pensare al presente e a un agguerrito Padova che arriverà mercoledì sera al Picco. Una partita che – si spera – possa davvero esser quella della svolta come nel 2019, quando Italiano dopo Pescara batté anche la Juve Stabia.
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