Di seguito vi proponiamo i migliori e i peggiori della gara fra Entella e Spezia (VOTATE I VOSTRI MIGLIORI IN CAMPO!), valevole per la quattordicesima giornata del campionato di Serie B.
Le pagelle
MASCARDI 6,5 – Che brivido sull’estirada di Guiu! Poi risponde bene due volte su Karic.
MATEJU 6 – Un errore che rischia di costare caro, poi si ravvede e gioca una gara buona.
WIŚNIEWSKI 5,5 – Commette un errore che si fa fatica a credere, per sua fortuna Colombo annulla un po’ fortunosamente. Non è perfetto su Karic a fine frazione e prende un’ammonizione evitabile. Non è al top e a fine partita si accascia a terra.
BERUATTO 6,5 – Si prende un giallo in apertura di partita, ma l’apporto è abbastanza buono: serve un bel pallone su cui Colombi fa il miracolo, nel finale eccezionale su Ankeye.
CANDELA 5,5 – Un paio di falli ingenui, non proprio attinenti alla sua grande esperienza. È in ritardo su Guiu che fortunatamente grazia Mascardi. Conferma una prima parte di stagione sottotono.
CASSATA 6 – Rientra dalla squalifica e gioca di fatto da play, un po’ a sorpresa. Ne esce una prova né carne né pesce, condita dal solito cartellino giallo che – non è una novità – gli farà saltare la prossima. (Dal 91′ VIGNALI SV).
BANDINELLI 7 – Grinta da capitano da vendere per il numero 25, che non lesina le maniere forti quando c’è bisogno. È l’emblema della voglia dei suoi e coglie una gran traversa a inizio ripresa. Inesauribile.
KOUDA 5,5 – Si vede poco. È fumoso e quella frizzantezza che gli si chiede non c’è nemmeno stavolta. (Dal 66′ VERDE 6,5 – Entra e serve l’assist che vale i tre punti).
AURELIO 5,5 – Va in difficoltà sulla fascia, non è da lui. Partita insufficiente. (Dal 66′ JACK 6 – Amministra bene, forte anche della superiorità numerica).
VLAHOVIC 6 – Tanta corsa, ci prova due volte ma va lontano dal bersaglio grosso. Almeno ci prova. (Dal 81′ LAPADULA SV – Si rivede in campo e va già bene così).
ARTISTICO 7 – Un’incornata di testa che meriterebbe maggior fortuna, poi fa espellere Bariti. Nel finale di partita gli riesce l’operazione bis dopo la rete alla Sampdoria: è l’uomo dei derby, che oggi vale 6 punti per le Aquile.
All. DONADONI 7 – Cambia ancora una volta poco, escludendo Nagy dall’11 titolare a causa della febbre e mandando in campo Kouda dall’inizio. Conferma Beruatto braccetto e la coppia d’attacco Vlahovic-Artistico e lo Spezia parte aggressivo e arrembante. La partita è bloccata, ma alla fine la squadra ne approfitta nel momento chiave e anche grazie ai cambi (l’assist è di Verde) svolta la gara. A fari spenti e con un gioco non certamente eccezionale lo Spezia ha finalmente ingranato.

Abbiamo tanto atteso il ritorno di Pippo Bandinelli ed eccolo qua. Che dire. Avanti così. Grande Artistico. Da segnalare Verde e il mister Roby Donadoni
Che dire molto bene i primi venti minuti , poi un calcio scolastico e con tanti, troppi errori da parte nostra . Per fortuna sono rimasti in dieci ma anche così siamo stati veramente poca cosa . Grande risultato con il minimo sforzo ma va bene così , per quanto riguarda il mister , malgrado le due vittorie sono davvero preoccupato …fateci caso durante la partita sta 90 e oltre con le mani in tasca , mai una parola di incitamento , mai un consiglio … il nulla , nel panorama nazionale ma anche estero penso sia l unico allenatore che si comporta così , eppure aiutare , incitare , dare consigli penso sia una cosa normale anzi dovuto da chi guida un gruppo giovane e con problemi come il nostro. Al picco poi …probabilmente non conosce la ns storia , sicuramente l incitamento ai ragazzi porta anche lo stadio a incitare e creare quell ambiente ostile che e’ necessario . Prego qualcuno di spiegarglielo e dire che per uscire da questa situazione c e’ bisogno di tutti …soprattutto di un uomo in panchina che dia la carica e che dia j lo a dimostrazione di essere un leader
Nestore, penso che tutti vorremmo il Real Madrid o il Bacelona in campo. Dobbiamo però accontentarci di quello che passa il convento: che non è poco. Anzitutto le premesse: 1) giocavamo su un campo in sintetico, contro una squadra che non perdeva da più di un anno in casa; 2) siamo entrati in campo ricacciati al penultimo posto dalla vittoria della Samp; 3) oltre ad una infermeria piena di ospiti, subiamo la beffa di due player centrali fuori squadra. Se riteniamo tali condizioni normali, allora bene. Altrimenti dobbiamo farci qualche domanda e darci delle risposte. Vero è che dopo 20 minuti, soprattutto dopo aver preso il gol, ci siamo inabissati; così come è vero che dopo l’espulsione sembravamo molto stanchi e non abbiamo approfittato della superiorità. Però alla fine abbiamo vinto noi, dimostrando un carattere che raramente è venuto fuori in questa stagione. Abbiamo colpito una traversa sfortunatissima; sul primo colpo di testa di Artistico il portiere ha fatto un mezzo miracolo e il tiro di Vlahovic, nella ribattuta, ha colpito sfortunatamente lo stesso Artistico. Poi ci sono i tanti errori della squadra, ed in particolare di alcuni, come molti hanno sottolineato; ogni tanto ci spegniamo e ci prende una forma di amnesia. Con il tempo, con il rientro di alcune importanti pedine, e soprattutto con i risultati, tali limiti dovrebbero sparire. Quanto a Donadoni, ognuno ha il suo stile. Per l’allenatore, più che lo show a favore di telecamenere, parlano i risultati.
Pienamente d’accordo con Tony.
Nestore, mi sa che di leadership tu non ne mastichi molto…..sbraitare, urlare, incitare, non significano aiutare la squadra . Guarda Vanoli a Firenze, risultati zero. Guarda ieri sera lo scorrettissimo mister dell’Entella. Ammonito lui ed espulso un suo giocatore. La vera leadership, quella risonante, positiva, quella carismatica è quella dell’allenatore silenzioso. “Vi correggo in allenamento, ma in partita siete responsabilizzati”. Basta uno sguardo, non un comportamento ridicolo.
Il resto è solo impreparazione. Il consiglio Donadoni lo dà in allenamento perchè è uno che usa la testa. Per quanto riguarda il conoscere la storia credo che sia tu a dover conoscere la storia del Mister, una storia grandiosa, se ritieni invece che la nostra storia, fatta soprattutto di passione, ma anche di fallimenti e retrocessioni tra i dilettanti, ottenute sul campo (1982, ero abbonato) meglio che il Mister non la conosca.