Nell’estate passata è stato uno degli acquisti più interessanti del mercato delle giovanili dello Spezia e oggi si può dire che Gioele Conte non abbia certo tradito le aspettative: 11 reti in campionato, secondo posto nella classifica marcatori in Primavera 2 e un margine di crescita ancora importantissimo. Il classe 2007, che è stato spesso anche aggregato alla Prima Squadra e ha firmato il primo contratto da professionista, ha raccontato in esclusiva ai nostri microfoni la sua nuova vita spezzina con tante soddisfazioni. “Qui sono tutti tifosissimi, è veramente bello e incredibile. Un signore mi ha riconosciuto mentre ero a scuola guida e mi ha detto di amare lo Spezia facendomi i complimenti. Per me è stato il massimo” racconta. La scelta di lasciare Torino da stellina dell’Under 18, quindi, ha ripagato in pieno. Vi proponiamo la nostra chiacchierata
L’intervista esclusiva a Gioele Conte
Che impatto ha avuto nella nuova realtà? Lei viene da Torino e da una società fra le migliori nella crescita dei giovani.
Sono molto sereno, mi sono ambientato velocemente a Spezia con la squadra e con la città. Vengo da un ambiente conosciuto e rinomato, mi sono formato alla grande ma qui sto facendo il passo successivo. Uscire da casa aiuta e forgia tanto, per me è la prima esperienza fuori dalla zona di comfort e l’età mi agevola. Mi sto trovando molto bene.
Spezia è una città piccola, ma piena di senso di appartenenza. Lo sentite anche voi?
Lo si capisce subito, anche appena arrivati: qui la gente vive di Spezia ed è un valore aggiunto. Per me è bellissimo.
Lei nasce attaccante e ha segnato tantissimo a Torino. Oggi è ai vertici della classifica marcatori, per lei è un obiettivo?
Sicuramente segnare è il pane per un attaccante. Io però penso prima a lavorare per la squadra, ho sempre fatto così. Da soli non si risolve niente. Vengo da anni in cui ho segnato tanto, è vero, quest’anno sono partito molto bene ma resto sempre sul pezzo e mentalmente gioco partita per partita senza pensare troppo in là. Vado avanti così, mentalizzato, sperando di togliermi qualche soddisfazione.
Lei ha caratteristiche che le permettono di adattarsi a tutti i moduli. In cosa si sente più cresciuto?
Sotto porta sicuramente, sto diventando più decisivo. Fisicamente e tecnicamente sto migliorando ma ho ancora delle qualità da affinare e mettere più a fuoco col tempo. Terzi non mi chiede niente di particolare, solo di fare quello che so. Mi ha voluto tantissimo a inizio anno, ha fiducia in me e mi vede come un leader: entrare in campo e sapere di avere la sua stima dà maggiore leggerezza, è un altro giocare. Io sono sempre stato motivato, ma non ho mai parlato tantissimo: preferisco dimostrare con i fatti e sono molto diretto.
In settimana Terzi ha detto che andare ai play-off sarebbe qualcosa di storico. Crede che sia un obiettivo possibile?
Dico di più. L’ho detto ai ragazzi da inizio anno. Ma per le qualità che ha questa squadra può anche vincerlo il campionato, ci puntiamo. Abbiamo le qualità per arrivare primi, bisogna solo crederci e metterci con la testa. Se facciamo gruppo come squadra non ce n’è per nessuno. Empoli e Pisa sono forti, ma con i giocatori che abbiamo possiamo fare grandi cose. Sono convinto che potremo lottare per le tre posizioni che sono in alto.
Questo Spezia fa benissimo in casa e zoppica di più fuori. Come mai?
Bisogna capire i momenti e ci dobbiamo lavorare. In casa conosciamo bene il campo, è quello giusto per noi, fuori spesso incontriamo impianti più piccoli e più “gabbie” in cui si fa fatica. Bisogna fare quello step in più e imparare ad adattarci e giocare come sappiamo. La superficie? Non conta più di tanto, siamo in grado di giocare sul sintetico o in erba, andando oltre.
Lei ha avuto la possibilità di andare in Prima Squadra con tanto di prima panchina in B. Che emozione è stata? Chi l’ha impressionata particolarmente?
Per me è stata una grande emozione e mi sono goduto ogni attimo. Sto lavorando per cercare di convincere Donadoni. Ci sono attaccanti fortissimi come Verde e Lapadula, ma non solo: c’è Di Serio e tanti altri. Ho cercato di rubare loro qualcosa, già solo guardandoli hanno caratteristiche incredibili.
Il calendario vi mette di fronte la trasferta di Palermo. Che sensazioni ha?
All’andata abbiamo vinto in casa. Mi aspetto una partita rognosa, contro una squadra che vuole vincere e che sarà in fiducia. Dobbiamo andare là spensierati e con la consapevolezza di essere la squadra più forte giocandoci le nostre carte.
A chi si ispira nella sua carriera?
Ci sono tanti giocatori fortissimi. Preferisco attaccanti in grado di giocare anche molto con la squadra: uno che ho sempre ammirato fin da bambino è Zlatan Ibrahimovic, non solo per le caratteristiche tecniche ma anche mentali. Per me mentalmente è uno dei top al mondo, se non il migliore. Io simpatizzo Milan, l’ho vissuto e quello che ha fatto è qualcosa di unico.
Lei ha ricevuto la convocazione in Nazionale Under 16. L’azzurro è un suo obiettivo ad oggi?
Sicuro. A chi non stuzzica vestire la maglia dell’Italia? Ma non ci penso più di tanto, per ora la mia Nazionale è lo Spezia. Io lavoro per fare il bene della squadra e poi per andare con i più grandi. Per me la Nazionale ora è quella, perché so che se continuo così una chiamata può sempre arrivare. Sarei contentissimo, non c’è dubbio.

