30 Gennaio 2026 - 17:30

Lorenzelli a SP: “Lo Spezia sotto pelle. Essere in panchina al Picco è indescrivibile”

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Ha fatto spesso la spola fra Prima Squadra e Primavera, con l’ambizione di crescere sempre più in fretta per godersi il calcio dei grandi. Ora Emmanuele Lorenzelli si gode il momento ottimo della squadra di Claudio Terzi che cerca l’accesso agli storici play-off del campionato giovanile. Lo abbiamo raggiunto in esclusiva al termine dell’allenamento odierno per farci raccontare i suoi desideri e i suoi pensieri sul momento attuale e sul futuro. Ecco cosa ci ha raccontato il centrocampista classe 2007.

La nostra esclusiva con Lorenzelli

Lei sta disputando il campionato Primavera 2 girone B e siamo ormai al giro di boa. Si ritiene soddisfatto di quanto fatto fin qui?

Sì, tutto sta procedendo bene, siamo una squadra forte e il gruppo è unito. Con alcuni siamo insieme da tanti anni e siamo molto amici anche fuori dal campo: questo è un valore aggiunto quando si tratta di gruppo. A livello tecnico siamo molto strutturati e penso che possiamo puntare senza timore sia ad entrare fra le prime cinque per fare i play-off, ma anche per vincere il campionato.

Altri suoi compagni non hanno nascosto l’ambizione di arrivare più in alto di tutti. Se vogliamo trovare uno spunto da migliorare è il rendimento in trasferta?

Sì, abbiamo un po’ zoppicato in qualche partita fuori casa, i campi sono difficili. Ma questa è una piccola pecca su cui lavorare, magari cercando di fare sempre meglio anche quando andiamo in trasferta. Abbiamo però le qualità per affrontare chiunque.

Domani c’è l’appuntamento con l’Avellino. Si torna al Ferdeghini: che partita sarà?

Giocare in casa è un valore aggiunto, siamo quasi un’altra squadra. All’andata non ero presente perché in Prima Squadra, ma mi hanno raccontato di una gara ben giocata nel primo tempo, poi abbiamo perso 4-2 ma l’atteggiamento stato positivo. Cercheremo di mantenere l’approccio giusto in entrambi i tempi per portare a casa la partita.

Lei è spesso andato anche in panchina con la Prima Squadra in Serie B dopo il ritiro estivo. Che differenze ha trovato? E soprattutto che emozione è?

Partire dal ritiro con D’Angelo è stato incredibile, due settimane con la Prima Squadra. Poi sono rimasto quasi sempre aggregato e devo dire che si impara tantissimo in un ambiente così, con ragazzi che hanno fatto anche la Serie A e sono grandi professionisti. Dal canto mio io cerco sempre di dare il meglio e imparare più che posso. Le panchine e la convocazione sono un’emozione indescrivibile: da dieci anni gioco nello Spezia e per me essere al Picco è qualcosa di pazzesco.

Quale ruolo predilige nel centrocampo? Cosa le chiede Terzi?

In Primavera giochiamo con il 4-2-3-1 e io sono nei due mediani a sinistra. È un ruolo che mi piace fare ma che è anche complicato. Giocare nella coppia centrale significa che dobbiamo applicarci al meglio: con Terzi da tre anni abbiamo questo modulo e conosciamo bene i movimenti da fare.

Un ruolo nevralgico. A chi si ispira per la sua carriera?

Ci sono tanti giocatori forti in quel ruolo al momento. Il mio punto di riferimento è Valverde del Real Madrid, penso sia il centrocampista più completo al mondo. Sa fare le due fasi al meglio e ricoprire molti ruoli, un giocatore come lui fa comodo a tutti.

Da spezzino cominciare la trafila al Ferdeghini e andare al Picco in panchina conferma quel senso di appartenenza forte che si respira ogni giorno in società. Ha un sapore particolare?

Io ho sempre tifato Spezia, sempre guardato le partite anche prima di approdare nel settore giovanile. Tuttora lo faccio, naturalmente: il fatto di essere arrivato a una convocazione con la squadra della mia città è un’emozione incredibile. Quello che sognavo di fare l’ho in parte realizzato, anche se so di non aver fatto nulla e resto con i piedi per terra. Lavoro duro per l’esordio nello stadio della mia città.

Il lavoro paga. In cosa si sente di dover maggiormente migliorare?

Forse dal punto di vista fisico devo migliorare. Passo spesso dalla palestra prima e dopo gli allenamenti, per cercare di rinforzarmi a livello fisico. Come ho notato nei mesi in Prima Squadra è un aspetto fondamentale e sto cercando di “correggere” questa carenza.

Ha avuto modo di conoscere Donadoni?

Sì, tuttora mi alleno quasi sempre con la Prima Squadra e l’ho conosciuto molto bene. Sta facendo un grande lavoro e i risultati si stanno vedendo con una squadra in netta ripresa. Ci sono tutte le qualità per fare un grande campionato dopo una partenza non delle migliori.

Quanta concorrenza ha a centrocampo?

Aiuta ad alzare il livello di tutti. Lottare al massimo per ottenere il posto significa allenarsi al 100% e in partita si vede. E tutti se lo ritrovano.

Siamo ancora all’inizio di questo 2026. Che sogno ha per l’anno appena cominciato?

Adesso è difficile dirlo, devo pensare solo al presente e a migliorare ogni giorno. Spero di firmare per questo club un contratto importante e completare un bel percorso, anche se per il momento sono focalizzato solo sul momento. Cercherò di migliorarmi di giorno in giorno e poi vedremo come andranno le cose, sperando nel meglio.

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