Otto minuti. Tanto è durata la partita al Ferraris di Vanja Vlahovic, che in un colpo solo si è giocato le (residue) chances di rimanere allo Spezia anche da febbraio in avanti. Donadoni lo ha gettato nella mischia nell’ultimo quarto d’ora al posto di un Di Serio stanco, chiedendogli di tenere alta la squadra con la maggior freschezza, ma la risposta è stata la peggiore possibile: reciproca tirata di maglia con Palma e doccia anticipata per entrambi. Talmente presto che non ha fatto nemmeno in tempo a sudare la maglia. Sul perché il tecnico abbia fatto questa scelta la questione è aperta, specie per aver fatto poi entrare Verde a tempo ormai scaduto, ma sulla certezza che il serbo sia ormai fuori sembrano non esserci più dubbi.
Salterà la prossima (con quale maglia?)
Un’ingenuità che purtroppo rispecchia l’andamento generale del serbo. Arrivato in estate con un curriculum da bomber in Serie C, l’attaccante si è però spesso attorcigliato su se stesso e su prestazioni poco convincenti. I due gol di Avellino e Bolzano (soprattutto quest’ultimo fortunoso) non cancellano sei mesi di Serie B oggettivamente dimenticabili, culminati ora con un’espulsione (la settima stagionale) che sa di un saluto mesto e sordo. Vlahovic, infatti, è in procinto di tornare all’Atalanta per la fine del prestito e approdare altrove: la certezza è che salterà la prossima partita, ma quasi sicuramente non sarà con la maglia dello Spezia addosso. E se ci fossero stati ancora perplessità sulla possibile permanenza, forse l’episodio di oggi li ha fugati definitivamente.
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