A testa bassa e con il morale a terra. Con queste sensazioni lo Spezia è uscito dal derby ligure pareggiato contro la modesta Entella: un passo indietro evidente e poco giustificabile, che lascia tanti dubbi e preoccupazioni. La società ha confermato il progetto con Donadoni alla guida, ma a preoccupare è la “non prestazione” (così la definisce La Nazione) della squadra. Soprattutto l’allenatore è finito sotto accusa, che nel post-partita non ha fornito una spiegazione convincente dei problemi palesati. Si attendono risposte in tempi rapidi, perché ora la B inizia a correre. Uno Spezia lento, prevedibile e senza mordente contro un avversario ridotto in dieci è un segnale preoccupante.
Bari è decisiva
Ora fra pochi giorni la trasferta sul campo del Bari, altra grave malata del torneo. Secondo La Nazione siamo di fronte a un bivio della stagione: forse può essere l’ultima vera chiamata per dimostrare che la squadra è ancora viva.

Guardate, voglio dirlo a tutti. E’ deleterio caricare gli incontri di significati fuori misura, imbottirli di catastrofiche conseguenze, per tutta una serie di considerazioni. L’ansia dei calciatori, le dinamiche interne alla squadra che non ne beneficiano, la serenità necessaria per affrontare i momenti determinanti della vita di una squadra. A Bari si deve vincere va bene, ma si può vincere anche contro il Frosinone, contro il Venezia contro il Monza. Abbiamo davanti 15 partite e la necessità di fare 21 punti. Non è facile ma nemmeno impossibile. Se con l’Entella è stata una parentesi, la squadra lo dimostrerà a Bari, che si vinca o si perda. No tifosi vogliamo mantenere la B. Le partite contro Palermo e Samp hanno dimostrato che c’è qualità nella squadra. Ora si tratta di non disperdere quello che si ha e tornare ad unire gli intenti: calciatori ed allenatore, ognuno per la propria parte.