Uno Spezia brutto e con poche idee cede in casa al Frosinone e continua a palesare tutti gli enormi problemi visti fin qui. Troppi errori, ritmi bassi, poche idee (spesso confuse) e un allenatore non in grado di dare una scossa. Il Corriere dello Sport oggi in edicola analizza fin troppo crudamente la situazione di una partita giocata a due velocità diverse.
L’estratto
Nel calcio ci sono le categorie. Mai frase fu più azzeccata per descrivere in termini spiccioli questo Spezia-Frosinone, che come classifica insegna mette di fronte la terzultima della categoria e chi sta lottando per un posto in Paradiso. La partita va a due velocità diverse e conferma quanto già si sapeva: i giallazzurri di Alvini vanno a ritmo doppio rispetto a una squadra che come già accaduto in altre occasioni regge venti minuti (senza tirare mai concretamente in porta) per poi squagliarsi come neve al sole. […] Difficoltà a fare tre passaggi di fila, errori nelle marcature, voragini nei reparti e un allenatore che conferma una grande verità: l’incapacità di dare a una squadra non solo un barlume di gioco, ma nemmeno una parvenza di concretezza. Adamo mezzala è un esperimento horror, Vlahovic rispolverato in attacco è evanescente, non funziona niente. Non si capisce come questa squadra possa salvarsi, almeno ad oggi: tre gol realizzati in sei uscite, cinque punti nelle ultime sei. Serve una scossa, a partire da chi guida questa squadra, allenatore che non pare davvero essere la persona giusta al momento giusto. E il “gentile” invito del Picco a dimettersi la dice lunga, così come il “Fate ridere” fra i sonori fischi della Ferrovia.
LE NOSTRE PAGELLE DEL MATCH
DONADONI: “MAI PENSATO A DIMETTERMI. SENTO LA SQUADRA CON ME”
