16 Febbraio 2026 - 17:45

Un bagno d’umiltà e una scelta forte. Prima che sia troppo tardi

post

Un bagno d’umiltà e una scelta forte, prima che sia troppo tardi. Ma ora, adesso, subito, perché il tempo a disposizione sta rapidamente volgendo al termine. Lo Spezia ha di fronte a sé 13 partite per tentare una scalata salvezza che ad ora è lì, ma che pare sempre più ripida. Risultati magri, prestazioni deludenti, anche poca contezza della realtà, per una società che rischia di pagare non pochi errori con l’onta più grande: finire in C.

Parole chiare

E bisogna chiamare le cose con il loro nome, perché non c’è da nascondersi: lo Spezia rischia concretamente una retrocessione che ad oggi sarebbe più che meritata. A nulla serve il “muro” di Donadoni nel dire di non volerci nemmeno pensare: la minaccia è lì, concreta e reale, allontanarla significa non guardare in faccia un problema che può costare carissimo. E in questo senso un bagno di umiltà deve iniziare proprio dall’allenatore, chiamato a salvare una situazione difficile ma che gradualmente sta finendo per fare peggio di chi lo ha preceduto. Squadra passiva, molle, senza idee, che in campo sembra non sapere cosa fare. Un gol in quattro partite, due punti su nove negli scontri diretti, soprattutto nessuna reazione di giornata in giornata. Capiamo la sua ferma volontà di non pensare alle dimissioni – artificio ormai rimasto ad appannaggio di pochissimi nel calcio moderno – ma non quella di non rendersi conto della situazione in cui si trova. La squadra non lo segue, è spaesata e anche le sue scelte (ultime l’esclusione di Artistico e Adamo mezzala) non hanno mai portato novità, anzi. E allora, vista la situazione, un’altra iniezione di consapevolezza sarebbe bene arrivasse dalla proprietà, che dovrebbe rendersi conto del difficile periodo.

Donadoni è stata una scelta chiara del presidente Charlie Stillitano, difesa a spada tratta anche in sede di chiusura di mercato, ma che oggi scricchiola da tutte le parti. Una società spezzina che ha deciso di non decidere per due volte nell’esonerare D’Angelo, che ha poi appoggiato il profilo dell’ex CT e che oggi resta in silenzio. Non che sia una novità. In 14 partite sono arrivate 7 sconfitte, 15 punti totali: la media di poco più di 1 punto a gara è ben lontana da quella che serve per mantenere la categoria.

La squadra non è da meno

Non è esente da colpe nemmeno la squadra, visto che in campo vanno i giocatori. Ma in un mercato che ha rivoltato come un calzino la rosa ad oggi non sono emerse queste grandi qualità. Chi già c’era e sperava in un riscatto ha confermato un trend piatto: Aurelio, Vignali, Vlahovic, Di Serio, Hristov non hanno mai alzato il livello, mentre dei nuovi (quasi tutti bisognosi di entrare in forma ed evitare infortuni) si salva praticamente il solo Romano, che peraltro mai aveva calcato i campi di Serie B. Mica male.

Aprire gli occhi è doveroso

I tifosi hanno preso una posizione chiara, nella speranza di muovere le acque fin troppo stagnanti con la seconda contestazione della stagione, dai toni anche accesi. Ma ora la posizione chiara deve arrivare anche dalla proprietà americana, che evidentemente ha preso in mano il fascicolo. Se un allenatore dopo 14 partite (quasi un girone di andata) viaggia su medie da retrocessione non può essere intoccabile e visto il trend nell’aria pare difficile vedere novità. Prima Cesena, poi Reggiana e Padova fra gli ultimi scontri diretti che il calendario propone: forse davvero le residue chiamate. Ha davvero senso insistere con Donadoni? La priorità oggi è e deve essere lo Spezia, il mantenimento della categoria e il patrimonio che la B garantisce. Più di tutto il resto. Per questo non si può perdere tempo e serve un’azione chiara, anche se dovesse costare nuovo sacrificio economico per un altro allenatore (sempre che ci sia qualcuno disponibile a tentare l’impresa). Prima che sia troppo tardi.

LE NOSTRE PAGELLE DEL MATCH
DONADONI: “MAI PENSATO A DIMETTERMI. SENTO LA SQUADRA CON ME”

Votate i vostri tre migliori di Spezia-Frosinone

View Results

Loading ... Loading ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *