Ospite della puntata odierna di Spazio Spezia, in onda sul canale YouTube Malati di Spezia dal 1906, il giornalista de Il Secolo XIX e Tuttosport Armando Napoletano ha parlato della situazione attuale delle Aquile e del momento delicato anche in panchina, con la riconferma di Donadoni. Ecco le sue considerazioni a tuttotondo.
Le parole di Napoletano
Sulla conferma di Donadoni: “I contatti sono stati con i dirigenti locali e con gli agenti di D’Angelo. L’Avellino aveva fatto un sondaggio, oggi è arrivata una telefonata importante in cui si è parlato di conferma di Donadoni. Penso che non sia circoscritta alla trasferta di Cesena, Stillitano a la proprietà ritiene il problema risolvibile. Forse non hanno ben chiara la situazione”.
Sulla fiducia della squadra: “Abbiamo saputo che la squadra e Donadoni erano negli spogliatoi senza dirigenti. La prima domanda che ho fatto all’allenatore è stata quella sulla fiducia della squadra e lui ha dato una risposta un po’ da muro di gomma dicendo di chiederlo a loro. Ho trovato un Donadoni molto pronto per le conferenze stampa, anche se non è banale. È lungo il percorso, quando si rompe qualcosa fra allenatore e squadra non c’è mai un punto di rottura definita: questa è una delle situazioni. Lo Spezia ha superato la Sampdoria negli infortuni muscolari. C’è stato un confronto anche con lo staff medico, è un percorso che non finisce con la sconfitta con il Frosinone. I giocatori hanno veramente in mano il nocciolo della questione, ma Donadoni non è un tecnico empatico: viene da un certo passato ed esige un certo rispetto. Non è entrato adrenalinicamente nella squadra, che vorrebbe invece una scossa”.
Su un possibile scollamento fra Spezia e l’America: “Vedere la cosa da questo punto di vista penso sia andare fuori tema. Credo che non sia un problema di unità di intenti, spostare il focus sul DS o sull’AD è fuorviante. Per come la vedo io si deve ripartire dai dubbi estivi e di D’Angelo: il 4 giugno c’è stato un primo confronto e il tecnico aveva espresso delle perplessità. In quel momento si sono fatte valutazioni forse sbagliate. Il tecnico aveva qualche sirena e non era convinto di restare, ma lo blindavano certe situazioni. In quel momento la proprietà era occupata in altre faccende: non dimentichiamo l’enorme rischio del fallimento della società. Nell’ultimo anno i Platek avevano semplicemente chiesto alcuni anticipi su contributi e altro per arrivare alla cessione (affrettata). Poi FC32 ha dimostrato di non essere pronta e tutto è andato peggio, non erano vicende banali: si è perso di vista il focus sull’allenatore e non si è arrivati ad una scelta”.
Sulla gara con il Frosinone: “Nelle ultime tre partite lo Spezia ha fatto 11 tiri in porta, di cui 6 a Bari. Non è un caso se è il peggiore attacco. Il Frosinone ha un ottimo reparto offensivo, ma in generale gli aquilotti hanno fatto solo un punto con le prime otto della classifica: la cosa è abbastanza preoccupante, perché non dipende più dal tipo di avversari. Oggi la squadra deve rendere le partite giocabili: ci sono quattro gare in casa che diventano fondamentali. Se riesce a fare 12 punti in quelle in casa me ne bastano 8-9 per rimanere a galla. Mi preoccupa un trend continuo”.
Sulla voglia di salvezza: “Lo Spezia di due anni fa stava recuperando giocatori importanti, quella squadra aveva un quid dentro che la indicava come una che poteva riemergere. Molte altre che erano sopra temevano lo Spezia, oggi invece lo vedono in difficoltà e pensano che le ultime tre della classifica siano le candidate alla C. Al momento siamo di fronte a una squadra monocorde e i nuovi arrivati senza scossa non sanno esprimersi. Abbiamo il caso Vlahovic: ha enormi potenzialità ma è finito in una bolla e non riesce a esprimersi. Sono certo che non sia il vero Vlahovic, come altri”.
Su Lapadula: “Ha un problema che gli deriva dall’ultima partita contro il Cosenza dell’anno scorso alla caviglia. Ai play-off è stato gestito e poi non è partito per la Nazionale. Si è curato ed è rientrato, con D’Angelo ha segnato tre gol e si stava un po’ ricostruendo. Poi è arrivato Donadoni: è stato poco in campo, poi si è fatto male al tendine in allenamento. È tornato a farsi seguire dal suo preparatore storico e piano piano si è ripreso anche se non del tutto. Ora sta ritardando il rientro a pieno titolo”.
Su Roberts: “La retrocessione dello Spezia sarebbe un grande problema a tutti i livelli. La somma da versare sarebbe enorme e guardando la rosa lo Spezia avrebbe quasi solo giovani. Bisognerebbe reinvestire senza introiti, col rischio di chiudere il bilancio successivo ancora più in rosso. Il rischio per me è altissimo e penso che loro non vogliano affrontare il problema perché è un baratro”.
Sulla prossima gara: “Il Cesena è una buona squadra, ma col mercato ha perso qualcosa. Ora ha un attacco spuntato perché le ipotesi portano addirittura a Berti seconda punta. È un campo ostico e diventa complicata come partita. Spero che esista anche una medicina Cesena, ma mi aspetto una squadra che provi a reagire”.

