5 Marzo 2026 - 14:47

Soda: “Spezia, ora serve il coraggio di vincere. Altrimenti si fa dura”

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L’ex allnatore aquilotto Antonio Soda, intervenuto durante il programma Spazio Spezia in onda sul canale YouTube Malati Di Spezia dal 1906 ogni mercoledì, ha parlato del momento attuale delle Aquile con tanti ricordi anche legati al suo passato sulla panchina ligure. Ecco alcuni degli estratti delle sue dichiarazioni.

Le parole di Soda

Sui suoi ricordi: “Conservo un ricordo speciale di Padova, abbiamo vinto il campionato e non si può dimenticare. Rimane tutto impresso nella mente e nel cuore perché sono momenti indelebili”. 

Sullo Spezia: “Lo seguo sempre, non potrei fare diversamente e fa soffrire anche me. Mi dà fastidio vederlo in quella posizione e spero che le cose possano cambiare ma sarà un finale di campionato difficile guardando al calendario. Bisogna mettercela tutta per uscire da questa situazione, la B è lunga e strana oltre che equilibrata. Spero che si possa fare meglio di così per le ultime partite. Il pareggio a Padova tutto sommato è positivo vista la botta con la Reggiana. Speriamo che le cose cambino”.

Sullo spirito che serve e i play-out: “Si stanno perdendo le occasioni e i punti poi finiscono. Dipende da tante cose, bisogna dare il massimo in queste gare facendo più punti possibili. Se proprio dovranno essere play-out almeno dare tutto. Se lo Spezia rimane compatto e fa partite decenti soprattutto davanti si può sperare. I pareggi non servono, purtroppo. Spero che lo Spezia possa prendere la salvezza diretta”.

Sul rush finale: “Il calendario consente di avere cinque partite in casa e bisogna sfruttarle oltre a qualche colpo fuori. La squadra ha giocato abbastanza bene nelle ultime gare, rischiando meno e tirando di più delle avversarie. Mi auguro che questo sia un punto di ripartenza per le prossime. Ora serve soltanto vincere”. 

Su Donadoni: “Il fatto che sia stato fermo conta poco, se mai sono gli eventi che spostano. La squadra è cambiata, doveva dare una sua identità alla squadra e serviva tempo. Ci sta che ci siano difficoltà, ma è un allenatore esperto che ha allenato la A e la Nazionale, conosce bene il suo mestiere e sa quello che fa”.

Sulle difficoltà in casa: “Sicuramente non è colpa dei tifosi, che trascinano sempre. Nelle partite fondamentali ci sono sempre, il Picco è uno stadio come pochi in Italia a livello di tifo e calore: non capisco, forse la squadra non ha la personalità giusta. Le prossime gare devono essere vittorie, non si può perdere in casa deve essere il messaggio. Se ci si vuole salvare bisogna vincere in casa a tutti i costi e poi cercare di fare qualche colpo fuori. La classifica si scala solo con i 3 punti”.

Sulla debolezza psicologica dello Spezia: “Forse si doveva correggere qualcosa prima. In tante partite la squadra è andata in svantaggio e perdeva le distanze: qualche volta ha reagito, spesso no. Quando arriva un gol si fa fatica, ma ora bisogna badare al sodo e cercare di non prendere gol e di farne. Una delle pecche più importanti è in attacco: speriamo che chiunque possa segnare avendo anche coraggio e personalità”.

Su Vlahovic: “Non lo conosco, ma ci sono giocatori che fanno gol in C e in B e dipende da tanti fattori sia caratteriali che di ambientamento. Forse non è la sua categoria, oppure deve abituarsi e l’anno prossimo sfonderà. Quello che conta è segnare”.

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