12 Giugno 2026 - 10:56

Spezia, partire “in ritardo” non è indice di fallimento. Meluso docet

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Il calcio ha tempi tecnici tutti suoi, spesso impronosticabili e con risvolti inediti, ma sono fondamentali da rispettare. Lo sa anche la dirigenza aquilotta, che ora deve accelerare le scelte per non rimanere indietro. È trascorso oltre un mese dal verdetto retrocessione ci sono state lunghe ore di lavoro per analizzare tutti i risvolti e non lasciare nulla al caso. Il piano programmatico ha tenuto conto di tutto, in primis abbattendo i costi e parametrando il più possibile l’assetto alla Serie C. Poi allestire una rosa competitiva. Un percorso non facile, da portare avanti con pazienza ma anche decisione.

Ora il prossimo passo

Adesso è il momento della Fase Due, che forse può partire con leggero ritardo. A un mese dal ritiro manca un DS così come un allenatore, ma non è tutto venuto per nuocere. Come sottolinea La Nazione, anche partire “dopo” non è indice di fallimento: l’anno scorso l’Union Brescia è partita in deciso ritardo (addirittura il 17 luglio) arrivando comunque in finale play-off. Va detto che però c’era la struttura sottostante della Feralpisalò. Un altro esempio riguarda proprio lo Spezia: nel 2020 con promozione inoltrata in A, il DS Meluso (che è tornato a parlare pochi giorni fa) acquistò 19 giocatori in 20 giorni. Angelozzi e Artico hanno le medesime capacità nel cambiare velocemente e bene una rosa, ma adesso c’è bisogno di cominciare davvero.

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