24 Luglio 2026 - 10:25

Candela lascia lo Spezia, ma da Catanzaro non arriverà Arditi

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Antonio Candela è già partito direzione Catanzaro. Il mercato in uscita riguarda anche il terzino spezzino, che sposerà i giallorossi in prestito con diritto di riscatto prendendo il posto del partente Favasuli. Nelle sue speranze c’è un rilancio dopo una stagione sottotono e una salvezza risicata ottenuta all’Empoli, magari per ritrovare la brillantezza dei tempi di Venezia.

Arditi non arriverà

La novità riguarda Gabriel Arditi, il classe 2006 richiesto dallo Spezia, ma che non arriverà in maglia bianca. Come scrive la Gazzetta del Sud, il centravanti resterà in organico in Calabria per giocarsi le sue carte.

9 thoughts on “Candela lascia lo Spezia, ma da Catanzaro non arriverà Arditi

  1. certa gente non capisce il senso dei miei post..vado al picco quando molti di loro mancono erano nati o avevano ancora il pannolino..ricordo boggio rollandi telesio ascagni ferretti tanto per capirsi..dico che lo spezia mi ha rotto il belino per essersi mangiato consapevolmente 2 categorie e non capisco questa cieca fiducia in angelozzi come fosse il messia i fatti dicono che siamo nel merdaio della terza serie con dei giocatori brocconi ma le cose le capite o no? o ve le deve spiegare angelozzi..

  2. Caro Benso….se facciamo a chi andava da prima al Picco ….personalmente ci vado dai tempi di Rossinelli, Motto e Spanio, incontrando il grande Padre Dioniso che a noi bambini regalava le caramelle. Questo, in ogni caso, non penso sia motivo giustificato per attaccare l’operato di chi è appena arrivato per risolvere una situazione molto critica e che richiede anche un tempo minimo. Il Ds Angelozzi non sarà infallibile, ma in questi anni ha sempre fatto bene ed anche a Spezia ha già lavorato con risultati ben conosciuti, quindi se lo Spezia , tue parole, ti ha rotto il belino, non credere che gli altri frequentatori del Picco siano contenti, ma sicuramente la maggioranza di questi attendono i risultati che verranno per tirare somme e date giudizi.

  3. Continuate a capire la metà di uno che non capisce un c.. non amo questa mentalità di nobiltà della sfiga..di godere nella sofferenza..la catarsi di tornare in quel campionato schifoso che è la b insieme al genio angelozzi..insomma amo le grandi platee e i grandi stadi..amo contare qualcosa lo spezia in serie a era un sogno realizzato rovinato dalla avidità e dalla mentalità di una città che sa solo riempirsi di bar e ristoranti e spera che qualcuno gli risolva tutti i problemi..

    • Avevo giurato di dedicarmi al tennis sport di sacrificio e intelligenza proprio quello che non si è visto nell’ultimo Spezia…ho seguito diverse partite e lo schifo nel vedere gente che, a parte errori tecnici pacchiani, non aveva niente da dare se non correre dietro al pallone mi ha fatto “disamorare”. Anche io ho visto giocare le 3 “B” ma mi sono sempre identificato in uno Spezia che anche con povera tecnica ha sempre espresso quella” cazzimma” di squadra vera compatta…ora per tornare a oggi, chiaro bilanci non si possono fare, ma Angelozzi, risultati alla mano, non hai mai fatto male quindi molto timidamente e aspettando le prime gare, continuo a guardare il tennis, ma in cuore mio spero di ritrovarmi nell’anima dello Spezia vera!!!poi a proo6di bar e ristoranti ricordo che l’economia della città è sempre stata imprenditoria di stato vedi arsenale Marina eccetera eccetera almeno ora c’è una sorta di imprenditoria privata che investe e ci rimette in proprio…

  4. O Benso tu non capisci un bel niente. Cosa sei un palato fino? Da come ti esprimi si direbbe di no. Spezia è una città da serie C. Poi se volpi e gli americani ci hanno portato e tenuto in serie A è stato un miracolo. Ma le tue parole sono ingiustificabili nella loro pochezza ed inconsistenza. Infatti il tifoso si diverte anche in serie c anzi può darsi che quest’anno avremo ancora più divertimento indipendentemente dal tumore nero. Interrogativo

  5. Ecco Benso mantenendo un filo di educazione che non guasta mai, posso risponderti come hanno già scritto….e allora? Siamo retrocessi dalla A perché siamo una città con troppi bar e ristoranti o perché qualcuno ha commesso errori tecnici ed economici che una società di piccola provincia non può permettersi? La A per noi è un sogno che si è avverato, ma che se non mantieni precisi equilibri ti porta a fare pericolosi salti all’ indietro. È facile abituarsi alle grandi platee, ma se ami solo queste e non la tua squadra in qualsiasi serie possa giocare, mi dispiace ma non sei tifoso, sei solo un frequentatore del Picco ….e se ne trovano tanti in giro, che sicuramente si presenteranno ai botteghini solo se la squadra andrà a mille.

  6. Il commento di Stefano è perfetto…il vero tifoso non ha bisogno di identificarsi con la categoria di appartenenza della sua squadra…nel calcio come in qualsiasi altro sport si può vincere o perdere , l’ importante è provare a risollevarsi !
    Forza Spezia

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