Da pochi giorni Francesco Cassata ha cominciato una nuova vita con la maglia della Folgore Caratese trovando subito la prima rete in campionato. Una voglia di rimettersi in gioco certificata anche in una intervista a Gazzetta.it, nella quale ha ripercorso molti momenti della sua carriera compresa la sfortunata parentesi allo Spezia. Eccone qualche estratto.
Le parole di Cassata
Sul percorso: “Purtroppo nella mia carriera ci sono stati diversi infortuni che mi hanno condizionato. Da giovane e in A si pensa sempre che tutto vada nella giusta direzione, poi ci sono situazioni che non si possono controllare. Ho attraversato momenti difficili in cui tornavo in forma e poi dovevo fermarmi ancora. La cosa più difficile è ripartire e ritrovare fiducia. Ma gli infortuni non devono essere la giustificazione per tutto, avrei potuto gestire meglio alcune cose, ma ho 29 anni e penso di potermi ancora togliere delle soddisfazioni”.
Sugli infortuni: “Forse nella mia carriera avrei potuto gestirne qualcuno in modo diverso. Ho avuto fretta di rientrare mentre oggi so quanto sia importante avere i giusti tempi di recupero. Ora mi sento al 100% e ho entusiasmo di giocare, sono più maturo e conosco meglio il mio corpo e voglio dimostrare di poter tornare a livelli importanti. Dopo gli ultimi mesi avevo soltanto voglia di scendere in campo e la scelta fatta non è stata immediata: a volte bisogna fare un passo indietro per compierne due avanti”.
Sullo Spezia: “Ha rappresentato una tappa importante della carriera in cui ho vissuto bellissimi momenti ma anche situazioni molto complicate. Quando si retrocede, soprattutto in una piazza così passionale diventa una grande delusione per tutti. Si sente il peso delle responsabilità e sono situazioni che ti segnano, perché non esistono soltanto vittorie e soddisfazioni. Le esperienze fanno tutte crescere, anche quelle che fanno male”.


Mah….rifiutare la C allo Spezia e poi , visto il vuoto intorno, andare all’ultima della categoria pur di giocare, Lontano da casa. Quando si viene consigliati male la fine è questa.