Sulle pagine di Tuttosport oggi in edicola troviamo una lunga intervista a Emil Holm, esterno dello Spezia. Lo svedese, recentemente convocato dalla sua Nazionale per le amichevoli di questi giorni, è una delle sorprese dello Spezia di Gotti. Lo stesso giocatore si è detto soddisfatto di quanto fatto finora pochi giorni fa, confermando la grande voglia di crescere ulteriormente. Il quotidiano sottolinea oggi come l’esterno si sia preso con prepotenza il posto da titolare, in punta di piedi ma perentorio, con caratteristiche che difficilmente ad oggi si ritrovano in Europa in un classe 2000. Pecini lo ha prelevato per 300.000 euro con un grande margine di crescita: “Mi vedevano allenarmi nel Goteborg con l’Under e notavano queste caratteristiche di velocità e forza. Crearono per me e altri 2-3 uno ‘sprinter coach’, che ci allenava inseguendoci. Poi è diventato un vero e proprio modo di lavorare” ricorda. E proprio lì un giorno sogna di tornare: “Mi piacerebbe tornare a giocare nel Goteborg, perché ancora da lontano faccio il tifo per questo club” spiega.
Ad ali spiegate
Poi ecco la grande opportunità: Pecini ci pensa per la Samp, ma il benestare non arriva e così è il SonderyjskE a portarlo a casa, in Danimarca. Poi il club viene comprato dai Platek e il resto è storia nota: “Per ogni ragazzo svedese giocare in Italia è un sogno. Non pensavo di guadagnarmi da subito lo spazio, ma ora non voglio mollare la presa e fare di tutto per salvare lo Spezia“. Gotti lo ha impiegato già in molti ruoli: esterno nel 4-3-3, ma anche nei cinque in mezzo, anche se il ragazzo ha ancora molto da imparare: “Sono consapevole di dover ancora crescere, ma la scuola è stata ottima anche in Svezia e Danimarca. Ho imparato prima a difendere e poi ad attaccare“.
Punti di riferimento
Non mancano, ovviamente, i modelli di ispirazione: “Ibrahimovic su tutti – svela – perché è un punto di riferimento che ispira molti bambini in patria“. E ora potrà affrontarlo: “Sono passato da un piccolo stadio al grande calore del Picco. In Danimarca giocavo con meno pressione e si poteva anche sbagliare, ma a me serviva un’esperienza importante per mettermi alla prova. Ringrazio Gotti per la fiducia“.
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