Fra pochi giorni sarà esattamente un anno che Raimonds Krollis è approdato allo Spezia nella sua prima avventura nel grande calcio europeo. Era il 20 gennaio 2023 quando il lettone firmava il suo contratto con le Aquile fino al 2026, portando con sé un valigia piena di sogni e speranze, da aprire per metterci dentro tutta l’emozione della Serie A. Ma nonostante il biglietto da visita da valanghe di gol al Valmiera in casa e la continuità nelle convocazioni in Nazionale, per l’attaccante non è ancora arrivata la prima gioia. Soltanto 4 apparizioni davvero sporadiche in massima serie (per un totale di soli 31′), poi l’opportunità della B. Nel campionato cadetto, Krollis ha visto il campo otto volte (più due in Coppa Italia) per un totale di 107′.
Grinta e… sfortuna
Certo, non è facile per un attaccante incidere nelle parti finali delle partite, specialmente se il risultato è in bilico, ma il baltico ha se non altro avuto il merito di rispondere presente quando chiamato in causa. E forse pure almeno un gol lo avrebbe meritato. Lo dimostra il fatto che a differenza di altre riserve, nella gestione D’Angelo Krollis è subentrato quattro volte (pur quasi a tempo scaduto) rimanendo in panchina solo contro Parma e Ascoli. Chi lo vede tutti i giorni assicura: “in allenamento spinge fortissimo e ha tanta voglia di essere protagonista“. E forse è questo che ha fatto la differenza rispetto ad altri, praticamente sempre tenuti fuori dalle rotazioni. Contro la Ternana, nell’ultima in panchina di Alvini, ha guidato il forcing verso il 2-2 finale, a Cittadella è entrato bene e pur con un risultato avverso ha colpito una traversa solo a seguito di una deviazione. Infine, nell’ultimo match contro il Modena c’è stato bisogno del miglior Gagno per negargli la gioia della prima rete. La strada sembra quella giusta per il classe 2001, che ora ha un obiettivo dichiarato per il nuovo anno.


Calciare sul portiere con tre metri di porta vuota non è da tutti. È da predestinati …al fallimento più totale, suo e di chi ce l’ha portato.