16 Ottobre 2020 - 11:20

Serena a SP: “Lavoro, idee e obiettivi, Italiano è una certezza. E con i viola la partita è aperta”

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Michele Serena e un passato condiviso fra campo e panchina con Fiorentina e Spezia. Ex difensore viola fra il ’95 e il ’98 è stato protagonista di anni significativi in maglia gigliata e nel massimo campionato, prima di intraprendere la carriera da allenatore. Proprio da tecnico ha vissuto una delle più significative esperienze alla guida dello Spezia: la proprietà Volpi stava riportando in alto il club dopo il fallimento e Serena venne scelto per guidare la risalita. Fra il 2011 e il 2013 arrivò il famoso Triplete che portò i bianchi dalla C alla B in una cavalcata straordinaria. E un ricordo mai sopito per il tecnico veneziano: “Alcune volte ancora in macchina mi capita di mettere l’inno dello Spezia” racconta in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco la chiacchierata con lui.

Che ricordo ha di quello Spezia e della sua esperienza nel Golfo?

Non sono arrivato da subito, ma a ottobre, perché le cose non erano partite bene. Le aspettative erano quelle di vincere il campionato, siamo riusciti a fare un’autentica impresa. Sono felice che a distanza di un po’ di anni lo Spezia sia riuscito ad andare fino in Serie A. Ricordo bene quel momento, in B ci siamo arrivati grazie a un grande gruppo. Peccato che i tifosi non possano andare allo stadio, sarebbe sempre pieno. Ricordo quanto fosse stracolmo all’ultima partita della Lega Pro e mette i brividi.

Che idea ha su questo Spezia formato Serie A? 

L’impostazione di Italiano si sta vedendo già dallo scorso anno. Anche in B il gruppo non era partito benissimo, lo stesso tecnico me lo disse a Coverciano. Alla lunga verranno fuori anche in Serie A. Lo Spezia deve godersi questa esperienza storica, ci saranno sicuramente momenti di difficoltà come per tutte le neopromosse, che dovranno colmare un gap importante. Da questo gruppo si potrà cominciare a costruire la salvezza. L’entusiasmo non può bastare, in Serie A appena sbagli paghi. Quando capita un’occasione in A il gol lo prendi sempre. Sarà necessario rimanere compatti e mantenere l’obiettivo fisso sulla salvezza. Con lavoro e idee si può partire bene. Una vittoria è già arrivata e per giunta fuori casa. 

I tifosi hanno chiesto a gran voce un attaccante che il mercato non ha portato. È una mancanza troppo grande nell’organico? 

Galabinov ha fatto bene da subito, poi purtroppo si è fatto male. Nzola è appena arrivato ma ha mostrato ottime qualità già dall’anno scorso. Penso che il passo sul mercato vada fatto in relazione alla gamba. Non mi è dispiaciuto l’operato sul mercato, ci sono giovani molto interessanti. All’inizio magari pagheranno qualcosa ma potranno ben crescere. 

Domenica arriverà la Fiorentina: la partita è aperta o i viola – che ieri hanno presentato Callejon – sono troppo superiori?

La Fiorentina ha sicuramente un’organizzazione importante e cementata. Per me il centrocampo viola è uno dei più interessanti di tutta la Serie A, mi piace molto, è al livello delle grandi. Ha preso Callejon, un ‘vecchietto’ che con Ribery può dare una mano a uno spogliatoio giovane. Vlahovic e Kouamé su tutti ma non solo, anche dietro ci sono veramente prospetti interessanti. I viola non sono partiti benissimo, vedo una gara aperta a qualsiasi risultato.

E non sarà banale il fatto di giocare lontani dal Picco…

Vado controcorrente: con le porte chiuse non cambia molto, non c’è comunque seguito. Però è un peccato giocare con la Juventus a Cesena, non oso immaginare come sarebbe stato lo stadio pieno contro i bianconeri… 

Che impressione ha su Italiano? È uno dei migliori tecnici in rampa di lancio? Lei lo ha conosciuto anche direttamente.

Vincenzo era il secondo di Dal Canto a Venezia prima che arrivassi io. Poi aveva cominciato a visionare alcune partite per noi. Ci conosciamo da ex, ma naturalmente ci siamo incrociati anche a Coverciano. L’ho poi seguito nella sua carriera anche alla Vigontina e poi all’Arzignano: ha un suo marchio, una sua precisa idea. Già in Eccellenza giocava così, con il suo credo e i suoi schemi. Ha vinto gli ultimi campionati e speriamo vada avanti su questa strada. La sua ormai non è più una rampa di lancio, ha vinto già due campionati, ormai è già partito dalla rampa (ride n.d.r.). È giovane ma ha già un curriculum di tutto rispetto, non si vincono campionati per caso.

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