31 Ottobre 2020 - 09:52

La FIGC apre ai test antigenici: ecco la novità nel protocollo

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La Serie A può aggiornare il suo protocollo: prima delle partite, infatti, potrebbero essere inseriti dei test antigienici rapidi, al fine di avere risultati più rapidi e scongiurare i rischi di positività a ridosso delle partite. Ecco il testo:

Come noto, alla data di stesura delle presenti indicazioni, frequenza e tipologia dei test ai quali sottoporre il Gruppo Squadra sono contenuti nelle indicazioni dei Protocolli richiamati in premessa, che regolano l’attività dei Professionisti e della Serie A femminile, aggiornati altresì dal documento “Indicazioni generali Professionisti e Serie A femminile – Aspetti Medici” – dello scorso 28 settembre 2020. Tali Protocolli, con specifico riferimento agli aspetti medici ed alle tempistiche di esecuzione dei test, rimangono validi ed invariati. Tuttavia, relativamente alla tipologia dei test ammessi, si segnala quanto previsto dalla Circolare 29 settembre 2020 del Ministero della Salute in merito all’”uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi da infezione da SARS-CoV-2, con particolare riguardo al contesto scolastico” e dal DPCM attualmente in vigore in materia di misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19 che, in tutti i passaggi in cui prevede l’effettuazione di test per l’ingresso in Italia da paesi con obbligo di quarantena, consente i Test antigenici in alternativa a quelli molecolari. Pertanto, in alternativa ai tradizionali tamponi molecolari PCR, possono essere utilizzati anche i Test antigenici (quantitativi con immunofluorescenza) – cosiddetto Test rapido -, sia per i test di routine previsti entro le 48 ore antecedenti la disputa della gara, sia per quelli richiesti nel giorno partita per i Gruppi Squadra con positività documentate, nonché nel monitoraggio con tamponi ogni 48 ore, previsto dal protocollo in caso di isolamento fiduciario. Si richiama che, in ogni caso, le modalità di raccolta del campione (tampone rino-faringeo) e di refertazione dei risultati del Test rapido restano quelli già previsti per i test molecolari PCR. Naturalmente, laddove il Test antigenico rapido dia esito positivo conclamato, l’atleta dovrà essere considerato un “contagio”, andrà posto in isolamento/quarantena e non potrà essere schierato in campo. Tale provvedimento dovrà essere adottato anche nel caso di un Test antigenico debolmente positivo, a meno di una conferma di “negatività” ottenuta con Test molecolare classico PCR, ottenuta almeno 4 ore prima dall’inizio della partita. Si ricorda, infine, che l’approvvigionamento dei test per le persone interessate “non deve minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese”, e si intende esclusivamente a carico delle singole Società.

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