28 Giugno 2023 - 12:36

Alvini nel nome di Sarri: l’immediata pressione come arma principale

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Massimiliano Alvini sarà il nuovo allenatore dello Spezia, scelto dal direttore dell’area tecnica Eduardo Macia e dal patron Robert Platek, per un pronto rilancio dopo la bruciante retrocessione in Serie B. Da verificare se, dopo una retrocessione così devastante la proprietà americana voglia subito allestire una squadra competitiva in grado di vincere il campionato o, diversamente, programmare un progetto a lunga scadenza. Come scrive La Nazione, con la Cremonese Alvini ci ha provato, proponendo sempre un calcio propositivo, vendendo cara la pelle e giocando a viso aperto contro tutti. Ma il materiale a disposizione indubbiamente non era di primo ordine per un gioco troppo godibile per salvarsi. Palestra di vita per il tecnico di Fucecchio come per tanti suoi più illustri colleghi, gli anni passati suoi campi impolverati dei dilettanti alla guida di Signa, Quarrata e Tuttocuoio. Il grande salto in Lega Pro nel 2013, con la stessa Tuttocuoio, per poi passare alla Pistoiese, Albinoleffe e Reggiana dove vinse il campionato di Serie C. Negli ultimi anni in Serie B con il Perugia e la sfortunata avventura con la Cremonese. Un allenatore, Alvini, che si è sempre adattato al materiale a disposizione, pur mantenendo salda una sua filosofia tattica. Una delle sue peculiarità da sempre l’immediata pressione sul portatore di palla avversario non appena si è perso il pallone, che utilizzò nell’esperienza di Reggio Emilia, prima in Serie C e poi in B, con un 3-5-2 (o 3-4-1-2) che amava sfruttare molto con il gioco sulle corsie laterali.

Alvini, un’idea di gioco nel nome di Sarri

Ad Alvini è sempre piaciuto aggredire gli avversari, andare a giocarsela uomo contro uomo in stile Gasperini ,anche con un pressing alto che vada a prendere gli avversari nella loro metà campo. In Lega Pro le sue squadre hanno sempre offerto un calcio piacevole e dai grandi ritmi variando da 4-3-1-2 al 4-3-2-1. A Perugia è passato alla difesa a 3 e non l’ha più abbandonata schierando il 3-5-2, il 3-4-1-2 e il 3-4-2-1, costruendo una squadra solidissima (seconda miglior difesa del campionato), che si affidava soprattutto ai suoi centrocampisti. Cresciuto all’ombra di Maurizio Sarri, quando il tecnico della Lazio iniziava alla Sangiovannese, era ospite fisso poi sui campi di allenamento dell’Empoli per studiarne le metodologie di lavoro. Fu proprio Sarri oggetto della sua tesi per diventare allenatore Uefa Pro nel 2018. I calciatori dello Spezia devono attendersi settimane di lavoro quasi maniacale nella cura dei dettagli, una meticolosa preparazione che li porti a riconoscere le varie situazioni e gestirne le soluzioni. Il modulo di riferimento con ogni probabilità sarà il 3-4-2-1 con il 3-4-1-2 come principale alternativa. Niente difesa a quattro, ma fondamentale la costruzione dal basso, ricercata in ogni occasione e attacco della profondità nel minor tempo possibile.

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