5 Febbraio 2024 - 16:00

Nagy cuce, Esposito ricama: è partita la metamorfosi in mediana

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È stato fra i più criticati e nel mirino della tifoseria, specialmente nei momenti più bui di un 2023 da dimenticare. Ma rialzarsi dopo una caduta è forse fra le caratteristiche più radicate in Salvatore Esposito, numero 10 di uno Spezia in grande bagarre in coda alla B, ma che D’Angelo sta cercando di riabilitare in tutto e per tutto. Il centrocampista ha attraversato dodici mesi di difficoltà, alternando poche luci a tante ombre e divenendo spesso e volentieri uno degli emblemi dei fallimenti recenti dello Spezia. Continuando a lavorare, supportato in tutto e per tutto dall’allenatore pescarese: “Ha un carattere un po’ esuberante, è un finto burbero e paga questa personalitàraccontava prima di Pisatanto che avrebbe bisogno di qualche carezza in più“.

Tuttofare

Quello che probabilmente l’ex Spal ha pagato è stato il tipo di compito che gli si chiedeva: nella zona centrale del campo doveva produrre gioco, verticalizzare, interdire e allo stesso tempo recuperare palloni. Fra tutti i compiti, è proprio quest’ultimo che pare riuscirgli meglio e non è un caso che sia il giocatore migliore dell’intero torneo in questo fondamentale. D’Angelo lo ha capito e la scelta contro il Catanzaro è stata chiara e soprattutto produttiva: affiancare a Esposito l’esperto Nagy si è rivelata una mossa non soltanto azzeccata, ma da riproporre. L’ungherese cuciva con raffinatezza le trame di gioco, lasciando libero il compagno di dedicarsi al lavoro di disturbo delle linee avversarie, esprimendosi con maggiore libertà e con un compito meno “gravoso” del solito. Non può essere un caso se il numero 10 ha giocato sabato una delle migliori partite da quando veste la maglia bianca: esperimento assolutamente da ripetere per una linea mediana in metamorfosi stanti le assenze di Bandinelli e Kouda.

Dentro al gruppo

Esposito, a differenza di altri, ha però sempre costantemente dimostrato attaccamento alla maglia spezzina e la prestazione del Picco ha probabilmente ridato una certa serenità sia a lui che a tutto il gruppo. Eloquente quanto accaduto nel momento del gol di Jagiello: dal piede del mediano era partito il cross spedito sul palo da Mateju, ma quando la palla ha gonfiato la rete Esposito ha esultato come se fosse stato lui a segnare e tutti i compagni che gli erano intorno sono andati ad abbracciarlo. Se possibile pure di più che con il “povero” autore del gol. Un esempio chiaro di come anche la squadra stia lavorando insieme per aiutare un elemento che fin qui ha patito non poche difficoltà ma che ora sembra avere recuperato testa e geometrie giuste per invertire la rotta. Il nuovo Spezia passa anche da qui.

TANCO SUBITO IN CAMPO, GARANTISCE D’ANGELO. È GIÀ PRONTO

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