“Loro hanno avuto voglia di segnare, noi non abbastanza paura di prenderlo“. “Hanno voluto di più di noi la vittoria“. Sono virgolettati che abbiamo estrapolato dalle conferenze stampa di Vignali (leggi qui) e di Donadoni (leggi qui) dopo la debacle del Martelli di Mantova. Parole che fanno riflettere e pensare, che a tratti appaiono più tenebrose della classifica. Già di per sé, la posizione in cui naviga lo Spezia è eloquente: penultimo posto, 8 punti in 13 partite, un esonero già concretizzato e tantissime difficoltà, ma al confronto di uno scenario oggettivamente complicato ci si mettono frasi che preoccupano non poco.
Serve una scossa
La domanda, anzi le domande, sorgono più che spontanee: come può una squadra che dovrebbe avere fame di punti non volere la vittoria? Come è possibile che una squadra in fondo alla classifica non senta la necessità di tirare fuori l’orgoglio? Il Mantova ha mostrato in pieno queste attitudini: dopo lo svantaggio ha continuato a giocare unito, compatto e voglioso. La squadra di Possanzini non dispone dei cosiddetti “nomi”, ma in quanto a voglia di portare a casa risultati non è secondo a nessuno: nonostante un inizio difficile, le tre vittorie consecutive hanno traghettato ora i biancorossi fuori dalla zona play-out, ciò che ad oggi per lo Spezia sembra un miraggio. Trimboli, Artioli, Marras, Ruocco, Cella solo per citarne alcuni non sono superiori a Nagy, Cassata, Vignali, Wiśniewski, Aurelio, ma al Martelli sono sembrati fuoriclasse e di altra categoria.
Vietato arrendersi
Il rischio è però concreto. A sei gare dalla fine del girone di andata (e dal mercato) non è ancora troppo tardi, ma adesso il tempo stringe davvero. La squadra in maglia bianca potrebbe ritrovarsi in una situazione scomoda già prima della fine della prima parte di campionato, nella speranza che non sia tutto irreparabile. In sostanza, risollevare adesso spirito, testa e risultati è impellente: e se non è bastata la sosta di lavoro, ora non ci sono più giustificazioni. “Discorsi ne possiamo fare pochi, non abbiamo più scuse, l’allenatore ha già pagato e ora la faccia ce la mettiamo noi“. Anche questo è un virgolettato chiaro.

Anche perchè dal mercato di gennaio chi pensate di poter comprare? Ronaldo?
I giocatori buoni sono già a posto nelle loro squadre e di certo non li vendono, quindi sarebbe meglio che cominciassero a giocare a calcio con calma e convinzione e determinazione.
Forza e coraggio.
Da scegliere se giocare al Tanca o a Pagliari
Mi dispiace ma annata disgraziata non si raddrizza ….per me farei ritiro a oltranza…e poi tutti via sono una vergogna…l’anno scorso stessi giocatori miglior difesa quest’anno secchiate di gol….e speriamo che non molli Stillitano altrimenti ripartiamo a giocare non con il Livorno, Arzignano o Dolomiti Bellunesi ma con il Vico Equense!!!
L’errore piu’ grosso lo ha fatto la dirigenza(tanto per cambiare),mandando via D’Angelo(l’unico che meritava di restare).La squadra era compatta intorno a lui e si stava riprendendo.Senza gli errori di Sarr avrebbe raccolto parecchi punti nelle ultime sue partite.Mi domando in che mondo vive la dirigenza per prendere decisioni così avventate?
Si effettivamente con D’Angelo ci stavamo riprendendo…… avevamo, pensate un pò, sette punti in undici partite.
COLPA DI ALVINIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
C’è poco da dire se al 13° turno di campionato, dopo un record di sconfitte e una valanga di gol subiti, dobbiamo sentire da uno “SPEZZINO”….” ora dobbiamo metterci noi la faccia”……vuol dire che fino a Mantova la faccia chi ce la metteva? Forse i “fantasmi” che vedevamo girare per il campo? Ripeto un’altra volta… prima di indossare quella “gloriosa maglia” leggete e cercate di capire la frase di Paolino Ponzo sul colletto.