Provare a cercare le note liete dopo lo 0-0 di Bari è impresa ardua per uno Spezia che sembra aver smarrito la strada della vittoria. Il match del San Nicola ha legittimato la posizione in classifica di entrambe – che ad oggi sarebbero in C – e secondo La Nazione non è certo un caso. È vero, a differenza del pessimo secondo tempo contro l’Entella la squadra ci ha provato maggiormente, ma non può certamente bastare. Serve ben altro per andarsi a prendere la salvezza, con le unghie e con i denti. Sembra difficile pensare a una squadra che ha gli stessi punti di quella di D’Angelo a questo punto di campionato e cercare di paragonare i due percorsi: quella squadra aveva un’identità chiara e una grande determinazione, che invece oggi non si vede.
Pari amaro
Di fatto, insiste ancora il quotidiano, in un campionato giocato sui dettagli, pareggiare gli scontri diretti equivale a perdere terreno. Due punti contro dirette concorrenti sono oggettivamente pochi e hanno lasciato tutto invariato, anzi: ora ci sarà maggior pressione. Vietato – si legge ancora – parlare di sfortuna: perché se la squadra avesse mostrato una crescita nitida sarebbe un conto, invece si sono visti soltanto evidenti limiti. Ora ci si aspetta di più da parte di tutti.


Se si dovesse fare una classifica dei colpevoli per questa situazione,il mite Donadoni non sarebbe al primo posto.