La classifica parla chiaro: Spezia-Frosinone sembra Davide contro Golia, ma nella realtà potrebbe non essere così. La Nazione resta fiduciosa nonostante i 49 punti della squadra di Alvini e il suo secondo posto, totalmente stravolto rispetto alla difficile annata passata (con salvezza automatica visto il caos Brescia). Due destini che – a guardare oggi la classifica – si sono completamente stravolti visto che è invece stato lo Spezia l’anno scorso a giocarsi la A. Un cambio della guardia netto: 27 i punti di divario, 14 vittorie contro 5, 3 KO per i giallazzurri contro 12, 44 reti realizzate a fronte di 20.
Macchina da guerra
Impietoso il confronto nel reparto offensivo, per una squadra cannibale nei primi 45′: il solo Ghedjemis (8 reti) ha segnato quanto Artistico e Lapadula insieme, Koutsoupias e Raimondo ne contano 6 a testa (ben più di Di Serio, Vlahovic, Soleri e Skjellerup insieme). Ma non è una gara ingiocabile: se lo Spezia metterà coraggio, intraprendenza e voglia di vincere, con l’aiuto del Picco e il suo tifo potrà sperare di uscire con un risultato positivo dalla gara. La storia racconta che le imprese sono possibili, a patto che venga fuori una partita da Aquile. Lo testimoniano le recenti imprese in A contro Milan e Inter, quella sul Venezia che valse la salvezza in B e con Pisa e Sassuolo l’anno scorso. Ma solo a patto di crederci davvero.

