11 Maggio 2026 - 14:45

Gli errori del mercato: le convinzioni estive e il flop di gennaio

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Probabilmente ci è mancata lungimiranza“. Parole chiare quelle che D’Angelo ha spiegato a margine della retrocessione dolorosa in Serie C, ma che fotografano bene tutto quello che non c’è stato nella disgraziata stagione. Nell’analisi vanno tenute di conto le scelte operate dal tecnico e dalla dirigenza sul mercato, decisamente rivelatesi errate.

Convinzione

In particolare, sempre in tema lungimiranza tutto è partito dalle valutazioni nel mercato estivo post finale con la Cremonese: partiti Pio Esposito, Bertola, Elia e Reca sono arrivati Artistico (e Vlahovic), Cistana, Candela, Beruatto. A conti fatti un downgrade clamoroso, sia per il modulo 3-5-2 che per caratteristiche. In più il reinserimento in rosa di uno Zurkowski praticamente inutilizzabile, l’addio a Gori per promuovere precocemente Mascardi, l’ostracismo verso Verde messo fuori rosa. Una convinzione forse troppo radicata che le cose sarebbero andate bene, quasi di bolina dopo la grande stagione precedente. Ma non è stato così, lo Spezia è stata completamente un’altra squadra. Certamente più semplice dirlo adesso a bocce ferme, ma il campanello d’allarme sarebbe dovuto suonare.

Gennaio flop

Poi, il tentativo di rivoluzionare tutto a gennaio, fallito. Nove acquisti, quasi tutti non hanno aggiunto nulla oppure non hanno alzato il livello della squadra: Radunovic non si è dimostrato un valore, Ruggero è presto scomparso dai radar, Bonfanti ha mostrato solo sprazzi. Romano bravo ma ancora acerbo, Sernicola ha giocato a intermittenza e Skjellerup ha confermato gli zero gol realizzati finora. Adamo e Bellemo sono stati poco più che comparse, così come la meteora Shagaxle. Ci ha pensato praticamente il solo Valoti a far vedere le sue grandi qualità, anche se è entrato in forma solo a fine campionato. Gli addii di Esposito e Wiśniewski hanno ulteriormente indebolito l’organico e soprattutto il centrocampista non è stato sostituito, così come non è arrivata una punta di categoria.

A questo si aggiunga la gestione poco oculata dei portieri (Mascardi-Sarr-Mascardi-Radunovic-Mascardi) e la cessione di Verde in Turchia a mercato chiuso senza poterlo sostituire. Una serie di situazioni che hanno contribuito non poco ad affossare le sempre più residue speranze di salvezza, nonostante le convinzioni del DS Melissano.

E quanti adattamenti

La sensazione, vedendo lo Spezia in campo, è che sia D’Angelo che Donadoni abbiano dovuto adattare alle loro richieste più volte tanti elementi. Beruatto, molto tecnico, ha giocato quasi sempre in un ruolo che non era quello di terzino sinistro (per cui era stato acquisito): mezzala, braccetto di difesa, a più riprese. Stesso dicasi per Sernicola, che ha fatto anche il difensore puro, per non parlare di Vignali e Adamo: l’ex Cesena ha giocato a centrocampo ma preso per fare la fascia, addirittura anche trequartista. Non può essere del tutto un caso se anche il loro rendimento ha finito per risentirne.

Ci sono tutti gli elementi per una riflessione a tuttotondo sull’operato della dirigenza di Via Melara, che oggi finisce sul banco degli imputati al pari degli allenatori e dei calciatori. 

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