Lo Spezia è ancora in stallo prima di ripartire con la nuova stagione in Serie C e deve ancora operare tante scelte per cominciare – di fatto – a lavorare. Per focalizzare la situazione, Il Secolo XIX si è avvalso delle parole di Giorgio Perinetti: un uomo di calcio che ha vissuto tantissime realtà e che ora prova ad analizzare quella delle Aquile. “La B si regge sul realismo e se non ti culli sui risultati ti salvi. Non si può vivere di ricordi, ma vivere per costruirne di nuovi” spiega. Sulla discesa delle Aquile le idee sono chiarissime: “Qualcosa di già visto, succede quando ci si culla sui risultati ottenuti anche poco prima. La B è una ruota che gira e non permette errori, perché rimediarli diventa molto difficile. Spezia è una piazza importante, ci sono le prerogative per risalire” racconta.
Serve un DS
Fra i candidati alla poltrona di DS uno che lui conosce bene come Rinaudo, anche se la cosa sembra raffreddarsi. “Ha fatto cose buone a Mantova, ha iniziato con me a Palermo e poi ha iniziato la sua carriera” lo descrive. Nel 2017 lo stesso Perinetti fu vicino all’essere un dirigente dello Spezia: “Micheli venne da me a Milano e tentò di convincermi a venire allo Spezia e ci riuscì, ma ero sotto contratto con il Venezia. Ebbi un colloquio con l’allora presidente Tacopina ma lui non mi liberò. Poi fu proprio Rinaudo a prendere le mie veci quando me ne andai”.

