9 Luglio 2026 - 15:00

Nonostante tutto, lo Spezia è appetibile. Ma il blasone è da ritrovare

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Nonostante una dolorosa retrocessione, errori in serie, una situazione di rosa enorme e poco tempo a disposizione ci sentiamo di dirlo. Sì, questo Spezia è comunque una piazza appetibile. Non si tratta né di una nobile decaduta, né tantomeno di un club di grande nome del nostro calcio, ma ci sono diversi motivi per cui oggi il desiderio di sposare il progetto delle bianche casacche è forte.

Proprietà forte e… la garanzia Angelozzi

Beninteso, lo abbiamo detto da subito: risalire sarà difficilissimo e ci vorrà pazienza, specie guardando al momento in cui il club si trova. Però lo Spezia può contare su una proprietà forte come quella che fa capo a Thomas Roberts, vogliosa di investire per ritrovare il calcio di più alto livello e ora anche su Guido Angelozzi. La scelta di riportare il DS in Via Melara ha riportato un appeal non da poco nel panorama della Serie C e non è un caso se tutti o quasi gli addetti ai lavori (anche nelle chiacchierate informali) vedano nella figura del dirigente catanese un’autentica garanzia di programmazione rapportata ai risultati.

Un nuovo corso che nel complesso pone lo Spezia come un progetto interessante, in grado (pur nelle condizioni di totale ripartenza) di strappare un allenatore a una squadra che ha sfiorato la Serie A per convincerlo a rituffarsi nell’inferno della Lega Pro, così come ad avere potere contrattuale su diverse scelte di mercato. Oggi la sensazione è che al cospetto di società anche di blasone, gli aquilotti possano dire la loro nel convincere potenziali giocatori interessanti: qualcosa di tutt’altro che scontato.

Chiaro, sono tutti discorsi prematuri perché come sempre sarà il campo il giudice supremo, ma intanto non era scontato ritrovare uno Spezia appetibile, nonostante tutto. Il blasone e la voglia di primeggiare andranno riconquistati sul campo con sacrificio e una squadra operaia e pronta al sacrificio, ma i primi passi non possono che far ben sperare. 

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