La strategia di riorganizzazione dello Spezia prosegue serrata e la risposta dei tifosi a livello di abbonamenti non si è fatta attendere. Oltre 1.100 i rinnovi nelle prime due giornate di prelazione sono un segnale forte di una piazza che ha grande voglia di ripartire. E anche dagli USA apprezzano.
Restyling e abbattimento dei costi
Il Secolo XIX analizza fin qui l’operato del DS catanese, sottolineando la grande capacità di mettere mano a un mercato in entrata assolutamente di basso profilo ma con elementi funzionali, inserendo giocatori di categoria. Florenzi e Mazzocchi alzano l’asticella, ma anche l’esborso è stato differente: circa 500.000 euro, reinvestiti dalla cessione di Mascardi al Torino. Budget minimo messo a disposizione prima delle cessioni illustri e promesse rispettate: l’obiettivo – si legge – è quello di avere a fine mercato un saldo positivo di circa 3 milioni abbattendo contestualmente il monte ingaggi.
La situazione
Ad oggi i giocatori che “pesano” di più a livello di stipendi sono: Bandinelli (quasi 1 milione), Ruggero (500.000, piace all’Empoli), Hristov (850.00), Adamo e Candela (oltre 500.000), poi a seguire Di Serio. Tutti questi sono fisiologicamente in uscita, a meno di clamorose decisioni di spalmature, anche perché per abbassare notevolmente il monte ingaggi pare difficile pensarci. Ad oggi, i nove giocatori arrivati hanno stipendi compresi fra i 60.000 e i 90.000 euro e sono tutti insieme inferiori a Bandinelli. Una situazione che inevitabilmente lascia le mani legate al dirigente, che non può muoversi liberamente se non usciranno prima questi contratti pesanti.

