Primo successo stagionale per lo Spezia, che contro il Campobasso compie importanti passi avanti sotto diversi punti di vista. La squadra di Marco Turati mostra maggiore equilibrio, personalità e capacità di gestione della gara, riuscendo a imporsi al termine di una partita equilibrata e combattuta. Come analizza Il Secolo XIX, Turati ha proposto un 4-2-3-1, con le novità in mezzo al campo Bright e Capomaggio, due metodisti chiamati ad alternarsi nelle fasi di costruzione e inserimento, sfruttando gli spazi centrali creati dai movimenti di Florenzi. Il trequartista spezzino si muove infatti tra le linee e lungo tutto il fronte offensivo, diventando un riferimento importante per la manovra.
Dall’altra parte,Mangia ha schierato il Campobasso con un 4-3-1-2, destinato a trasformarsi in 4-3-3 durante la fase di possesso. Nel Campobasso si vede fin dalle prime battute l’impronta tattica di un tecnico esperto, scuola sacchiana. La squadra molisana si muove in maniera sincronizzata, mantenendo una struttura estremamente corta e compatta tra i reparti. In fase di possesso, il Campobasso predilige una fitta rete di passaggi, il fraseggio corto e la costruzione palla a terra. L’obiettivo è risalire il campo con velocità, precisione tecnica e continuità.
Turati con maggiore equilibrio
Rispetto alla gara d’esordio, Turati sceglie un atteggiamento più prudente. Lo Spezia aspetta gli avversari davanti alla propria area di rigore, evitando di concedere troppi spazi alle proprie spalle e soprattutto davanti a Micai, come era invece accaduto in alcune fasi della sfida di Grosseto. Gli aquilotti sono meno arrembanti rispetto alla prima uscita stagionale, ma anche più razionali. La squadra predilige il fraseggio stretto e la circolazione del pallone rispetto alle verticalizzazioni improvvise verso gli attaccanti. Una scelta comprensibile contro un avversario particolarmente organizzato come il Campobasso, capace di difendere con tutti gli uomini dietro la linea della palla, chiudere le corsie laterali e raddoppiare sistematicamente sugli esterni dello Spezia.
Ne nasce una partita equilibrata, intensa e piuttosto sporca, nella quale le occasioni non abbondano. Per sbloccare una gara di questo tipo serve un episodio e l’episodio arriva con il rigore trasformato da Mazzocchi, che porta lo Spezia in vantaggio. Il risultato finale certifica così un importante passo avanti dello Spezia soprattutto sul piano della personalità e della gestione del pallone. Gli aquilotti dimostrano di saper soffrire, amministrare il vantaggio e mantenere l’ordine tattico anche nelle fasi più delicate della partita. Il successo contro il Campobasso non rappresenta soltanto la prima vittoria stagionale, ma offre a Turati indicazioni positive sul percorso di crescita della squadra: maggiore equilibrio, migliore gestione dei momenti della gara e una fase difensiva capace di concedere davvero poco agli avversari.
LE NOSTRE PAGELLE DEL MATCH
TURATI: “ABBIAMO MOSTRATO L’ANIMA, ERA QUEL CHE CHIEDEVO”
