“Un lavoro titanico“. Così La Nazione oggi in edicola definisce l’operato di Guido Angelozzi e dei suoi collaboratori nell’ambito del mercato appena concluso (qui tutte le trattative concluse). Un’autentica rivoluzione di tutta la rosa, che ha portato a 23 acquisti (di cui 22 rimasti in rosa) e un vero e proprio esodo dei vecchi tesserati: ad ora restano a libro paga solamente Hristov, Mateju e Di Serio. Per quest’ultimo è sfumato il trasferimento al Benevento che sembrava definito, così come non sono arrivati gli esterni Della Morte e Achik.
I conti in tasca al club
Il quotidiano mostra i conti di entrate e uscite, oltre al deciso abbassamento del monte stipendi. I due giocatori più costosi sono stati Mazzocchi (150.000 euro) e Florenzi (120.000) dal Cosenza, mentre molti sono arrivati da svincolati facilitando le trattative: Micai, Sganzerla, Spedalieri, Kalaj, Ndow, Bastoni e Limonelli. Altri sono i prestiti: secco quello di Cardinali dal Parma, gratuito quello di Oyono con obbligo in caso di B, mentre per Šapola, Capolupo, Jimenez e Durmush c’è un diritto di riscatto. Solo per Capomaggio e Cannavò può verificarsi l’obbligo. Ciocci è invece frutto della cessione di Aurelio. Una gestione senza dubbio oculata e volta al risparmio, che guarda alla sessione di gennaio con grande attenzione.
Di contro il club ha incassato: 1,5 milioni (più percentuale futura) su Mascardi, 500.000 euro da Ruggero al Catanzaro, 800.000 da Aurelio al Cagliari, 150.000 da Ferrazza al Grasshoppers e da Nagy al Ferencvaros, 100.000 per Bolla dal Parma. In più, ballano anche i 700.000 di diritto di riscatto per Chira, sempre dai ducali. Un lavorone, che Angelozzi vuole completare con gli addii all’estero di Mateju e Hristov, che finora hanno declinato ogni destinazione.
Anche Il Secolo XIX riprende il tema e sintetizza: 600.000-700.000 euro spesi per rescissioni e “pulizia”, a fronte di circa 4,2 milioni di introiti. Un saldo attivo non scontato, visti i tempi che correvano.

