Verso il sentitissimo Spezia-Livorno di sabato prossimo (senza tifosi ospiti), un livornese dal cuore a metà come Mirko Brilli ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni de La Nazione. Classe 1957 e toscano doc, ha giocato con entrambe le maglie e vivrà la partita da neutrale interessato. In carriera vanta 116 presenze conte Aquile e una promozione conquistata in C1, mentre il Livorno l’ha anche allenato: “Spero in un bel pareggio 2-2” dice.
Spezia ambizioso, Livorno rinnovato
Le due squadre si ritrovano in C con diversi percorsi: “Per il Livorno visti gli ultimi anni è già un’impresa, lo Spezia retrocesso nessuno se lo sarebbe aspettato. Speriamo che l’anno prossimo arrivi il match in Serie B“. Sulle ambizioni si esprime però chiaramente: “Lo Spezia è competitivo, mentre gli amaranto sono partiti in ritardo e con budget limitato. Al 1 luglio non c’era nemmeno l’allenatore. Angelozzi ha allestito un organico importante anche se è difficile vincere la C: serve superiorità ma tanto agonismo. L’errore da non fare? Crogiolarsi sul blasone” il suo pensiero. Sarà quindi importantissimo adattarsi alla categoria e lottare ogni partita.
A Livorno invece si vive un clima di contestazione con la presidenza da parte della tifoseria, e il mercato è stato contingentato: “Lucarelli ha comprato 12 giocatori spendendo pochissimo e questo non piaciuto. I due fratelli hanno riportato entusiasmo e appartenenza, ma nonostante i 7 punti (gli stessi dello Spezia n.d.r.) il gioco non soddisfa. C’è stato tanto rinnovamento e bisogna capire se le difficoltà sono dovute a deficit tecnici o ritmi da trovare” spiega ancora Brilli.
Una partita d’altri tempi
Ma il doppio ex non ha dubbi: “Mi aspetto una partita senza esclusione di colpi. Lo Spezia imporrà un gioco propositivo per vincere, il Livorno proverà a ripartire in contropiede. La squadra di Turati è favorita anche grazie al suo grande pubblico, che ha sottoscritto 6.000 abbonamenti dopo una retrocessione. E aggiungo: è sbagliatissimo vietare la presenza ai livornesi“. E con l’avvicinarsi dei 120 anni di storia, Brilli ricorda gli anni bui de 1985 fatti però di trionfi sul campo, augurando alle Aquile di volare presto in categorie più alte.

