È fra i più cresciuti di casa Spezia in queste prime giornate, tanto da guadagnarsi i galloni di titolare e farlo con una personalità sempre più crescente. Samuele Capolupo ha assaggiato la Serie C e ci si sta trovando molto bene, correndo su e giù in fascia e dando un gran daffare agli avversari. L’assist di Perugia è il giusto risultato di un percorso cominciato a Monza con pochi minuti di calcio vero in B e tanta Primavera, ma adesso si gode il momento: “Ho seguito le direttive dell’allenatore che chiede pressione e contropiedi. Sono felice” racconta a Il Secolo XIX oggi in edicola.
Vittoria di qualità
L’esterno torna sulla partita del Curi: “Abbiamo dimostrato che ci proviamo sempre, facendo una buona prestazione. Era l’unico modo per battere un avversario forte, che ha fatto un grande primo tempo“. Alla prima esperienza in C è normale che l’ambientamento porti a qualche ostacolo, “ma Micai, Capomaggio e Mazzocchi con la loro esperienza ci danno una grande mano e il mister ha ottime idee e non molla mai. È il più carico di tutti” racconta. Poi Capolupo spiega come si è arrivati in testa con una squadra completamente rifondata: “Abbiamo uno spogliatoio unito, che ha fame e con tanti giovani. L’allenatore ci trasmette con facilità le proprie idee e mettiamo in campo tutto quello che abbiamo. Bisogna però rimanere con i piedi per terra, è solo l’inizio. Arriveranno momenti complicati e dovremo essere bravi a superarli. La vittoria sul Perugia è bella e importante ma guai a cullarsi sugli allori“.
Cammino lungo
Prima la Vis Pesaro, poi Pescara e Reggiana: “Non ci ho ancora pensato – spiega – perché dobbiamo giocarne una alla volta e pensare a farla bene. Spezia è una grande piazza, non una qualsiasi. Ho trovato una società ambiziosa e passionale, con un progetto preciso. Sono convinto di aver fatto un’ottima scelta“.
