Sei anni dopo lo Spezia ha scritto un’altra bella pagina della sua storia recente battendo 0-3 il Perugia. Come lo definisce La Nazione, il teatro perfetto per scrivere una nuova opera. Nove gol fatti, solamente due subiti e quattro successi in cinque gare con 13 punti annessi. Sono numeri importanti e non frutto di caso, bensì una squadra che con la rivoluzione estiva ha messo nel motore qualcosa di davvero concreto, con identità, fame e voglia di vincere ogni partita.
Il risultato prima di tutto
La bravura di Turati e del suo staff è stata quella di trovare subito risultati nonostante uno stravolgimento estivo senza precedenti, qualcosa di tutt’altro che scontato. Che il Picco dovesse essere il fortino delle Aquile sembrava evidente, meno che pure fuori casa i bianchi andassero a imporre il loro gioco: se San Benedetto era stato un segnale, Perugia ne è stata la conferma. La squadra si è dimostrata aggressiva, alta, corta, pronta a prendere l’avversario, un pressing forsennato. Lo Spezia ha dominato costruendo con organizzazione, schiacciando l’avversario nella propria area e ipotecando la gara. Ottima anche l’amministrazione del risultato, fino al tris di Mazzocchi conclusivo.
Piedi per terra
È uno Spezia che resta ambizioso ma non si accontenta e Turati lo sottolinea ogni volta. Deve essere questo il clic che scatta nelle squadre che puntano in alto. Ogni vittoria fa anche capire dove migliorare: certo è presto per parlare di fuga dopo cinque turni, ma che lo Spezia sarà protagonista è un dato di fatto. Perugia è già alle spalle e la città torna finalmente a sorridere e sognare.
