Un allenatore giramondo, che più spesso all’estero che in Italia ha avuto le maggiori soddisfazioni, ma che da calciatore ha scritto pagine importanti con la maglia delle Aquile. L’ex capitano dello Spezia Roberto Bordin è uno di quelli che può raccontare l’ultima vittoria bianca in terra emiliana: un secco 0-4 nel 2002 in C1 che ancora oggi è l’ultima impresa esterna. A La Nazione ricorda i contorni di quella partita nella speranza di poterla ripetere: “Oggi tutti aspettano lo Spezia, che sta davanti. Mi aspetto una gara difficile, non bisognerà accontentarsi puntando a vincere sempre. I bianchi hanno dimostrato di poter superare campi difficili, non bisogna mollare: vincere sarebbe un segnale importantissimo” il suo parere.
Gioventù al potere
La squadra è sicuramente molto giovane ma ha già capito di potersi togliere delle soddisfazioni. Soprattutto, sta dimostrando di saper reggere le pressioni: “Lo dimostra la vittoria di Pescara conoscendo già il risultato del Ravenna” la puntualizzazione. L’unica pecca sarà l’assenza confermata dei tifosi ospiti: “Non averli toglie tanto ai giocatori, i supporters aquilotti sono eccezionali e fanno sempre la differenza. È incredibile pensare ai 6.000 abbonamenti dopo una retrocessione. Il fascino del Picco è unico, carica in modo pazzesco ma è molto esigente. È il bello”. Tornando alla partita, Bordin non vede particolari protagonisti ma un collettivo in grado di fare la differenza e un Turati “che pratica un calcio offensivo con alle spalle una società e un DS navigato come Angelozzi pronti a sostenerlo“.
Cazzadori power
Ad oggi il duello per la prima piazza sembra quello con il Ravenna, ma è presto: “Ci sono tante squadre forti, che macinano gioco e vittorie. Anche la Reggiana non è una squadra che molla” spiega. Infine, una menzione speciale: “Apprezzo particolarmente Cazzadori. L’ho allenato al Caldiero Terme ed è il classico giocatore da Spezia: esplosivo, non si tira mai indietro” il suo endorsement.

