Era stato fin troppo chiaro nell’analisi della partita del Benelli, ora lo è ulteriormente. Dopo la sconfitta del suo Ravenna nel big match contro lo Spezia, il vicepresidente Ariedo Braida parla ai microfoni del Corriere di Romagna: “Il nostro problema è che siamo troppo nervosi, noi dobbiamo costruire la nostra storia e consideriamo che due anni fa mentre il Ravenna era in D lo Spezia giocava in A. Anche per questo la capolista ha dimostrato serenità e di fare la partita con raziocinio. Non abbiamo demeritato ma il nostro nervosismo si è rivelato deleterio nel gestire alcune situazioni. Dobbiamo costruire una cultura calcistica di altro livello ma ci sarà tempo, è un concetto che cerco di trasmettere a tutti ma le mie condizioni di salute non me l’hanno sempre consentito” spiega dall’alto della sua esperienza. Non solo, visto che l’aggiunta è altrettanto ficcante: “Il campionato non è finito, oggi lottiamo per difendere soprattutto il secondo posto e tra due mesi vedremo dove saremo noi e lo Spezia“.
Ma quegli episodi…
Interpellato sulla discussa direzione arbitrale di Ramondino, l’esperto dirigente resta sibillino: “L’arbitro non deve diventare un alibi, ha fatto errori ma l’espulsione c’era tutta. La squadra ha valori ma deve avere anche cultura sportiva. Domenica abbiamo perso e il calcio è così ma anche in dieci abbiamo giocato alla pari e senza timore” chiosa.

