30 Ottobre 2026 - 10:57

La risposta che mancava: chi gioca meno è pronto e in palla

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La Nazione oggi in edicola torna ad analizzare la prestazione dello Spezia in Coppa Italia contro il Livorno, spiegando come oltre alla vittoria e al passaggio del turno la risposta più importante per Turati sia arrivata dalla forza del collettivo: nonostante praticamente una squadra tutta nuova, lo spartito non è cambiato e in campo si sono viste personalità immutata e qualità. Difesa alta, baricentro avanzato, una manovra avvolgente votata all’attacco, un’identità ancora una volta chiara. Pure la difesa ha risposto presente, concedendo poco e pure Ciocci (che si è goduto il momento dell’esordio) si è ben comportato. Se vogliamo trovare un unico neo questa è la fase offensiva: l’assenza di una punta di ruolo si sente, Jimenez ha giocato da falso nove ma troppo poco, Di Serio ha almeno segnato in un ruolo che non lo ha mai visto eccellere.

Buona risposta

In sostanza, specifica ancora il quotidiano, è arrivato il semaforo verde anche su una delle ultime incognite rimaste per il campionato dello Spezia: la risposta delle cosiddette seconde linee. Anche chi ha giocato meno, di fatto, è entrato benissimo nei meccanismi del tecnico e sa interpretare alla perfezione i suoi schemi. Non si tratta quindi di poco nobili “riserve”, ma di interpreti capaci di leggere al meglio lo spartito. Resta ora un ultimo scoglio, quello della tenuta fisica di un gruppo che pare già provato dagli infortuni: perdere Limonelli – fermatosi con rischio lungo stop – vorrebbe dire un’altra tegola pesante dopo Florenzi. 

Votate i vostri tre migliori di Spezia-Livorno

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