Marco Turati, tecnico dello Spezia, si racconta sulle pagine de La Nazione oggi in edicola affrontando tanti temi di campo e non solo. Il giovane allenatore racconta di un amore viscerale per il pallone con il sogno di migliorarsi arrivando in alto e anche i figli sono contagiati da questa grande passione: “Essere sempre insoddisfatti permette di migliorarsi e mi ritengo coraggioso perché mi piace sperimentare e prendermi responsabilità su cose nuove, anche nella vita. Forse questo mi porta ad essere duro con la squadra, ma penso sia cruciale l’importanza del lavoro e dell’educazione” spiega.
Lago e pallone, binomio sicuro
Il tutto senza mai dimenticare la sua Lecco: “Lì stacco davvero e trascorro le vacanze a casa mia, il lago mi ricorda l’infanzia e mio padre, che pilotava le barche. Sono molto abitudinario“. La storia con Italiano è stata bella, importante e fondamentale anche per lui: “Ho un ottimo rapporto con Vincenzo e siamo entrambi semplici. Lui ha un grande cuore e i successi che sta ottenendo li vive al meglio. Non credo che sarò mai al suo livello, ma resterò come sono. I miei maestri – prosegue – sono Ventura e Sarri, mentre Italiano è stato un compagno di squadra“.
Il ritorno a Spezia è stata inevitabilmente una scelta piacevole: “La gente qui è calorosa e tenace, in città si vive bene. Conoscevo l’ambiente, c’è una passione eccezionale che in molti invidiano e avere un calore così dopo una retrocessione è davvero unico. Tutti noi traiamo giovamento da questo, una tifoseria che emoziona. Vedere questa gente in 10.000 allo stadio in C è motivo di orgoglio, a fine partita esulto anche per loro“.
Un passo alla volta
Poi, Turati si sofferma sul lavoro fatto in campo: “Noi come gli Invincibili? Ricordo quello Spezia, ma sono due realtà troppo diverse. Puntiamo sui giovani, stiamo andando bene. I tifosi parlano di Turatilandia? Mi piacerebbe arrivare a fine stagione con Spezialandia” sorride. “Vogliamo creare qualcosa di bello – continua – con la nostra gente e portare gioia. Mi fa piacere che si parli di noi come di famiglia, dobbiamo sempre mettere impegno. Finora il percorso è stato buono ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento e pensiamo a questo. Guardare adesso la classifica può togliere spensieratezza” chiude.

