17 Febbraio 2026 - 16:15

Terzi: “Io capitano, ma non da solo. Abbiamo fatto la storia”

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Claudio Terzi, ex difensore dello Spezia e oggi tecnico della Primavera, è stato uno dei primi ad entrare nella Hall Of Fame del club bianco e ai microfoni dei canali ufficiali ha raccontato molte cose del suo passato e del suo modo di intendere il calcio. Una passione nata da bambino, con la crescita a Bologna e negli Allievi Nazionali con tanto di scudetto. Quindi, il primo contratto da professionista con i rossoblu: “Ho iniziato a fare le prime presenze con Guidolin in A e mi alternavo con le giovanili. Da lì è stato un crescendo, Pioli mi ha trasmesso questa identità e la società ha scommesso su di me. Io sono stato bravo a trasformare la passione in un lavoro” spiega.

Lo Spezia addosso

Nel 2015, Terzi sbarca allo Spezia dal Palermo dopo chiamata del DG Angelozzi: “Non giocavo con continuità in Sicilia, volevo venire già a gennaio perché non volevano cedermi. Vedevo un club ambizioso, voleva la Serie A e infatti ci siamo riusciti. Sono sempre andato in squadre che puntavano a vincere la B per poi giocarcela in A e ce l’abbiamo fatta anche qui. Tutti mi hanno detto da subito di essere in una città del nord simile al sud ed è vero. Bjelica mi ha dato un ruolo importante facendomi capitano. Poi le cose non sono andate al meglio con l’allenatore e con Di Carlo abbiamo sfiorato la A“. Poi Terzi ricorda i tanti compagni che ne hanno riconosciuto la leadership: Bartolomei, Mora, Mastinu, Ricci, ma tanti altri. E poi i momenti difficili: “A volte ci sono personaggi come Nzola, cui bisogna stare dietro fra orari, multe e un gruppo che deve aiutarti. Da capitano ero molto preciso, volevo che tutti rispettassero le regole, ma tutti lo facevano. Questa cosa l’ho mantenuta anche adesso” dice. L’obiettivo è sempre il solito: fare una grande settimana per ottenere ottimi risultati “e su questo ho fatto anche grosse litigate“.

Italiano, che scalata

Fra i momenti più difficili, l’ex capitano ricorda il periodo con Italiano e l’inizio difficile del campionato che portò in A: “Non riuscivamo a fare quello che chiedeva nonostante credessimo tanto nelle sue idee. Sta dimostrando ora quanto vale, ma allora non ottenevamo risultati ed è stato un momento particolare. Abbiamo fatto anche diverse riunioni, una in particolare dopo la sconfitta con il Trapani. Abbiamo aggiunto alcuni accorgimenti e quella cavalcata è stata fantastica“. Il tutto nelle difficoltà del Covid, con gli allenamenti a casa e il lavoro da remoto, ma soprattutto quella svolta di Pescara: “Era una squadra difficile da battere, eravamo sotto, ma Mora nello spogliatoio ha fatto un discorso da capitano invitando a fare 45′ dando tutto e abbiamo vinto“. Infine i play-off, con una società unita e un allenatore top, con i tifosi distanti: “Riuscire a ribaltare una partita come quella contro il Chievo è da grande squadra, eravamo mentalizzati e carichi e quel 3-1 è stata una delle gare più belle dello Spezia. Non c’era bisogno di parlare più tanto, ho detto solo ai ragazzi che ci credevo e abbiamo messo il fuoco in campo“. Poi la finale: “Sapevamo che il Frosinone era la più difficile da affrontare, la più esperta, con gente da A. Conta anche aver già giocato gare del genere, non abbiamo dato nulla per scontato anche dopo l’andata, perché non era niente. Infatti ci è venuto un po’ di braccino, quella sensazione non di paura ma di timore di non riuscire nell’impresa. Poi siamo entrati nella storia“. E quella liberazione al fischio finale resterà indelebile, anche senza tifosi sugli spalti.

La Serie A indimenticabile

Nella storia restano anche i tre anni di Serie A, con tanto di suo addio dopo il primo anno: “Il frutto del lavoro lo abbiamo raccolto prima con Marino e poi con Italiano, sono loro con Angelozzi ad aver costruito la squadra. Il merito è stato importante, per la promozione e per aver fatto tre anni consecutivi in massima categoria” aggiunge. Terzi nella prima col Sassuolo era squalificato, praticamente dopo nemmeno aver potuto godersi la promozione. “Alla seconda siamo andati a Udine, abbiamo fatto una grande partita e ci siamo calati subito velocemente in un campionato difficile e diverso rispetto alla B“.

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