In vista di Spezia-Reggiana, Il Secolo XIX ha chiesto un pensiero all’ex allenatore delle Aquile Leonardo Semplici, che era a Reggio Emilia per l’ultima gara dei granata contro l’Avellino. L’allenatore, che già in questi giorni aveva espresso un parere chiaro, parla apertamente di problemi in attacco da parte di entrambe nonostante una batteria di nomi che sulla carta danno garanzie. “Lo Spezia era partito con ben altri obiettivi, come organico è superiore. Penso che la crisi sia causa di mentalità. Dopo una delusione come quella di giugno se non ci si cala subito nella parte è difficile ripetersi” spiega.
Obiettivo salvezza
Difficile spendersi su chi potrà salvarsi fra le due viste le tante gare ancora da giocare, mentre su Donadoni Semplici ha le idee più chiare: “Ha esperienza, ha allenato la Nazionale. Mi sembra che abbia dimostrato di volersi mettere in discussione nuovamente, ha accettato di ripartire da una classifica difficile. Da subentrante le situazioni non sono mai semplici, poi ci sono il mercato e le dinamiche di spogliatoio, tanti che magari pensavano di andare in A” la sua disamina.
Amari ricordi
Infine, l’allenatore fiorentino ricorda la difficile parentesi spezzina, culminata con lo spareggio retrocessione contro il Verona e l’addio alla Serie A: “Un anno che mi è costato tanto a livello umano, morale e professionale. Ho allenato una squadra con dei valori, nell’unico anno con la regola dello spareggio. La società era seria, la tifoseria bellissima, rimpiango tutto per com’è andata. Mi sono preso le mie responsabilità e fa parte del mestiere. Macia? Con lui ebbi un buon rapporto, ma ricordo la diatriba con la stampa per le scelte di mercato. E alla fine ci andai di mezzo anche io“.

