Ormai sta diventando una maledizione. Perché lo Spezia vede ridursi ogni giorno di più le sue speranze di salvezza anche a causa di episodi che si concretizzano in ogni partita. Dopo il rigore nel finale contro l’Empoli ieri ne è arrivato un altro “chirurgico” contro la Juve Stabia. L’edizione odierna di Repubblica analizza l’ennesima giornata storta per le Aquile, eccone un estratto.
È una maledizione
La maledizione dei rigori fantasma si abbatte sulle speranze spezzine. Dopo un primo tempo giocato a buon livello, nel recupero l’arbitro Di Marco vede Sernicola in un contrasto alzare il pugno in segno di lotta, stile anni Settanta, toccando appena il pallone. Rigore e pareggio. Le vespe tornano in campo con coraggio e tranquillità e confezionano un 3-1 finale che riporta la vittoria al Menti, dove mancava dal 24 gennaio. Per le aquile suonano campane a morte. Ogni turno diventa una disperazione. Prima Empoli e poi Juve Stabia: quando la malasorte è in agguato c’è poco da fare.
(FINTA) MIOPIA E DIRIGENZA ASSENTE. INTANTO LA BARCA SPEZIA AFFONDA
DONADONI: “NON HO VISTO CALI, SALVARSI È DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE”
