Dopo aver centrato la promozione in A con il Frosinone, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport Massimiliano Alvini ha raccontato tutta la sua soddisfazione e la voglia di essere protagonista. Una lunga carriera fatta di scalata di categorie dai dilettanti ai professionisti, il “Triplete” del 2001 con il Tuttocuoio, poi le esperienze fra D, C e B: “Si è chiuso un cerchio – ha raccontato – e ora devo fare un percorso in A. Sarà un Alvini più tignoso e meno dolce“. In A c’era già stato, nella non felice esperienza con la Cremonese: “Ora sono diverso, le cicatrici mi hanno reso un allenatore migliore. A Frosinone ho trovato entusiasmo da subito, mi hanno messo nelle condizioni di lavoro migliori“.
Il 4-3-3 come stile di vita
“Con questi giocatori si poteva fare questo calcio verticale e dinamico, siamo ganzi ma abbiamo una idea precisa e i giocatori l’hanno capito. Voglio coraggio, guardare avanti. Curo l’idea di Bayern-PSG, seppur con qualità inferiore” racconta Alvini. Nella sua recente carriera, il tecnico toscano è passato anche dallo Spezia, purtroppo con pessimi risultati. Ora è pronto per la sua rivincita.
IL CAPOLAVORO AL CONTRARIO È COMPLETO: SPEZIA ULTIMO CON DISONORE
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